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Nel mese di marzo 2022 è stato dispensato alle 251 principali società vitivinicole italiane un questionario volto a raccogliere informazioni sui dati preconsuntivi del 2021, sulle aspettative per il 2022 e su una serie di aspetti legati agli assetti organizzativi e commerciali.

 

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DINAMICA DELLE VENDITE

Dopo un 2020 caratterizzato da una caduta importante delle vendite di vino, su cui ha inciso principalmente la chiusura del canale Ho.Re.Ca., nel 2021 si prefigura un rimbalzo molto evidente per il settore: il 95,8% delle imprese intervistate ha dichiarato un aumento del fatturato complessivo con una variazione che supera il +10% nel 56,9% dei casi. Oltreconfine la situazione è simile: il 93,3% delle aziende ha incrementato il proprio export rispetto all’anno precedente e nel 57,6% dei casi gli aumenti sono stati in doppia cifra. I valori, che pur scontano l’effetto ‘base’, evidenziano una grande reattività del settore.

Nel 2021 le vendite complessive sono aumentate del 14,2% sul 2020: la ripresa ha riguardato in misura analoga il mercato interno (+14,8%) e quello estero (+13,6%). Gli sparkling, che più avevano sofferto l’emergenza, si prestano a divenire il simbolo della reazione post lockdown: l’incremento complessivo nel 2021 è stato del +21%, quasi doppio rispetto a quello dei vini non spumanti (+12,4%), grazie alle vendite oltreconfine (+21,9%). Il sistema cooperativo, che aveva sopportato meglio le conseguenze della crisi pandemica, anche per effetto della rilevanza del canale Gdo nell’organizzazione distributiva, è stato protagonista di un recupero più contenuto (+9,2%) su cui ha influito, tra l’altro, la chiusura infrannuale dei bilanci cooperativi che hanno in parte risentito della seconda ondata della pandemia.

 

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I MERCATI GEOGRAFICI

Le aree mondiali di destinazione delle vendite vedono ancora la prevalenza di mercati di prossimità (Paesi UE13) che nel 2021 hanno assorbito il 41,2% del fatturato estero, in incremento del 12,2% sul 2020, nonostante la leggera perdita di quota (pesavano il 41,5%). Il Nord America rappresenta la seconda area di riferimento (34,1%), in aumento del 13,4%, mentre Africa, Medio Oriente e Paesi Europei non UE, incluso il Regno Unito, sommano il 18,3%, in progresso del 14,6%. Seguono il mercato asiatico (4,1%; +14,2%) e quello dell’America centro-meridionale (1,5%) che è cresciuto in misura importante (+22,8%). Più contenuto invece l’incremento del mercato australiano (+4,7%), la cui incidenza però è ancora molto marginale (0,8% dell’export complessivo).

Nel 2021 i diversi mercati non hanno contribuito nella stessa misura al recupero delle vendite all’estero di vino italiano e la diversificazione degli sbocchi commerciali si è rivelata un importante fattore di successo. Le società che hanno dichiarato una contrazione delle vendite oltreconfine risultano più orientate verso i Paesi UE, che assorbono i due terzi dell’export complessivo, e meno esposte in Nord America, la cui incidenza si ragguaglia al 12%. Inoltre, i produttori sono stati svantaggiati dalla maggiore esposizione sul mercato asiatico (7,1% vs 4% delle imprese con export in crescita), su cui ha avuto un ruolo rilevante la frenata della Cina, e non hanno potuto beneficiare della buona risposta alla Brexit del Regno Unito, incluso nell’aggregato dei Paesi del resto del mondo, che incide per il 12,8% (18,6% per le società con export in aumento).

 

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L’INCERTEZZA SUL FUTURO

Il 2022 si presenta con un quadro di grande incertezza. Il progressivo superamento della crisi globale provocata dallo scoppio della pandemia, sebbene alcuni Paesi siano ancora interessati da misure anti Covid, ha lasciato lo spazio ad uno scenario altrettanto complesso caratterizzato dall’aumento dei costi di materie prime ed energia, dalla difficoltà di approvvigionamento di moltissimi materiali e dalle conseguenze del conflitto in Ucraina.

L’aumento dei prezzi che frena i consumi è destinato a pesare sulla fiducia globale e sui costi delle imprese. Tuttavia, il nuovo scenario internazionale sembra non compromettere i fatturati delle imprese vitivinicole: le attese per il 2022 lasciano intravedere un aumento delle vendite complessive del +4,8%, +5,6% l’export. In particolare, prosegue la crescita delle bollicine per cui ci si aspetta un maggiore progresso: +5,7% i ricavi complessivi, +7,5% l’export. Il 91,7% dei principali produttori di vino prevede un incremento dei ricavi, a due cifre nel 23,3% dei casi; la quota cala all’87% se si guarda all’export.

L’incertezza relativa agli aumenti dei prezzi dei vini sugli scaffali della grande distribuzione influenza le aspettative delle società. Nei gruppi che prevedono una contrazione dei propri fatturati, il 76,9% delle vendite deriva dal canale off trade; la quota scende al 45,5% per quelli con attese di rialzo dei fatturati. Di contro, un maggiore ricorso alla vendita diretta, soprattutto attraverso le piattaforme on-line, garantisce una maggiore fiducia sul futuro: l’incidenza è dell’8,8% (1% l’on-line di proprietà) per le società in attesa di risultati positivi, dello 0,9% (0,2% l’on-line) per quelle con attese negative.

 

+ info: www.areastudimediobanca.com/it/product/il-settore-vinicolo-italia-ed-2022

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