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“Chiuso per bomba”. È lo stesso Gino Sorbillo a scriverlo con inchiostro blu su un foglio di carta qualsiasi, per immortalare la situazione spettrale in cui si è trovato insieme alla sede storica della sua pizzeria, la scorsa notte. Un ordigno è infatti esploso ben dopo la mezzanotte davanti all’ingresso del locale, il primo di una serie di aperture che ha esportato il nome di Sorbillo a Milano e New York. Nessun ferito, un’ovvio terrore causato dal boato. È stata intaccata la saracinesca, non certo l’animo di Gino: “Qualcuno adesso crederà che attaccare me significa poter attaccare chiunque altro nel quartiere. Ma non ci arrendiamo”. 

ATTACCO A NAPOLI – Un attacco alla rinascita e alla legalità, come definito da Sorbillo. Proprio per lui che del suo quartiere, uno dei più difficili della città fino a vent’anni fa, ha fatto un punto di forza, un oggetto di vanto e di vita fino a renderlo tra le attrazioni più apprezzate da cittadini e turisti. Non è nemmeno il primo caso: cinque anni fa il locale fu devastato da un incendio, che venne poi archiviato come accidentale e non doloso. Ma non basta a far cambiare idea a Gino, che sui social pubblica: “Poco fa hanno messo una bomba alla mia pizzeria storica del centro antico di Napoli in Via dei Tribunali. Dopo l’incendio di cinque anni fa adesso arriva anche la bomba… Sono stato nell’Arma dei carabinieri e ho scelto di fare il pizzaiolo: amo troppo la mia città e la amerò sempre. Porto e porterò sempre Napoli nel cuore”.

ISTITUZIONI – Non ci sono ancora certezze sulle dinamiche dell’accaduto: i rilievi parlano di una bomba carta, che ha danneggiato vetrina, insegna ed esercizi adiacenti, intorno all’una e venti (un orologio da parete è rimasto fermo a quell’ora, probabilmente a causa dell’esplosione). Di sicuro c’è lo sgomento per un atto e una mentalità che sembra invece svanita nel quartiere, come raccontano altri commercianti della zona parlando di “aria pulita, ormai”. Personaggi pubblici e istituzioni, tramite le parole del sindaco Luigi de Magistris e dell’assessore alla polizia locale del Comune di Napoli, Alessandra Clemente, si sono subito schierate al fianco di Gino: “Saremo la scorta popolare di chi subisce tutto questo. Qui non c’è rassegnazione ma voglia di lavorare in maniera ancora più forte. Questi criminali e delinquenti non passeranno. Si devono arrendere e devono sapere che ormai il riscatto di Napoli passa attraverso l’onestà, la cultura e la ribellione a ogni forma di violenza”.

SCUSE – Sorbillo incassa da signore e addirittura manifesta i suoi rimpianti sull’immagine che Napoli esporta a causa di gesti del genere: “Ho trascorso tutte le feste di Natale a dire a tutti venite a Napoli, venite da noi e ora arriva questa bomba”. Gli risponde via Twitter il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio: “Caro Gino, non ti devi scusare con nessuno. Il mondo conosce il valore di Napoli e del suo popolo. Chieda scusa chi tenta di oscurare la bellezza della nostra terra con questi gesti vili”.

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