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Birre USA – Americane

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Quanto conta la birra nell’economia a stelle e strisce? Alla domanda risponde, ogni due anni, il Rapporto Economico sull’industria della birra negli USA. L’edizione 2018, dal titolo “Beer Serves America”, è stata recentemente presentata dal Beer Institute e dalla National Beer Wholesalers Association, e conferma l’enorme impatto positivo della filiera birraria sull’economia e sull’occupazione negli Stati Uniti:

Fine Branding Agency è un’agenzia di pubblicità e creazione di contenuti con base a San Francisco, USA. Il manager è John Kelly, guru dell’immagine commerciale in qualsiasi settore. Il suo parere è una sentenza: “Se dovessimo pensare a un esempio da libro per spiegare i prodotti di nicchia nel beverage, parleremmo delle birre artigianali”. Ma cosa rende questi prodotti così speciali e richiesti dalle varie generazioni di consumatori, specialmente le nuove?

Mancano pochi giorni a uno degli eventi più attesi e iconici della cultura sportiva e non degli Stati Uniti: il cinquantatreesimo Super Bowl della NFL, la finale del campionato USA di football americano. Poche altre cose identificano il popolo a stelle e strisce come l’inno nazionale prima della gara, il concerto live dell’intervallo (che nel 2004, solo per citarne una, fece scandalo con l’incidente osè di Janet Jackson) e soprattutto i milioni di famiglie incollate ai televisori con birra e alette di pollo. Eppure anche i consumi di una tradizione del genere stanno vivendo un cambiamento.

Appena dopo l’autentico boom della birra artigianale, il movimento brassicolo, in particolare quello statunitense, ha conosciuto un periodo di sostanziale plateau, una stabilizzazione che ha permesso di constatare e apprezzare quanto di buono era stato fatto. Sembrava mancassero gli stimoli per un nuovo impulso, e invece si sta assistendo a una nuova ondata di adepti e appassionati, attirati da un elemento chiave: l’esperienza in sé.

Il famoso birrificio californiano dimostra di essere super apprezzato anche al di qua dell’oceano e conquista la medaglia d’oro all’European Beer Star con la propria Torpedo Extra IPA. Affermazione coronata anche dal podio della classicissima Pale Ale, a conferma che quando si parla di birre luppolate, Sierra Nevada resta una delle migliori case history.

Il birrificio americano Sierra Nevada è stato protagonista del primo appuntamento di Rock’n’Beer, mostra itinerante dedicata alle varie forme della musica rock (e non solo) che ha vissuto il suo evento di anteprima lo scorso 2 ottobre presso il PAN – Palazzo delle Arti di Napoli. I partecipanti all’evento gratuito si sono goduti una full immersion nel mondo della musica, con il gradito abbinamento di una bella pinta di Sierra Nevada Celebration.

Widmer Brrr è la soluzione perfetta alle fredde giornate invernali. Widmer Brrr è una Red Ale dall’anima buona e armoniosa con un retrogusto aggressivo. Una rossa ben strutturata, dall’aroma agrumato che riempie l’olfatto; con malti dai sapori di cioccolato e caramello che regalano una bevuta perfettamente bilanciata regalando quindi un finale dal gusto dolce e vellutato. I luppoli Alchemy, Simcoe e Cascade Malti: chiari (Pale, Caramel 10L & 80L, Carapils) danno corpo alla birra e contribuiscono a rendere la schiuma compatta e persistente, e malti scuri (Dark Chocolate) per connotare la birra sia nel colore che nell’intensità di gusto.

Fondato nel 1996, il birrificio americano Victory si è imposto nel corso degli anni come una delle realtà più interessanti della cosiddetta craft beer revolution, grazie alla sua capacità di coniugare il know how della cultura europea con la spregiudicatezza tipica del nuovo filone a stelle e strisce. Il risultato è un carattere unico e distintivo che emerge chiaramente in ogni birra firmata Victory.

Birreria artigianale fondata nel 1984 a Portland (Oregon) dai fratelli Widmer che dopo aver vissuto in Germania negli anni ‘70 decidono di tornare a Portland per cominciare l’esperienza con le birre artigianali e in particolare come pionieri delle Hefeweizen in stile americano. Upheaval IPA è il risultato di una ricerca incessante; prodotta con sei diverse tipologie di luppolo e tre malti. Al palato scatena un’esplosione di luppolo e una marcata amarezza. E’ una birra equilibrata, ingannevolmente semplice. Un’audace IPA non filtrata che sorprende.