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Ettore Fortuna, vicepresidente di Mineracqua, la federazione italiana delle industrie delle acque minerali naturali e acque di sorgente, a seguito dello stop annunciato da Acqua Sant’Anna delle linee di produzione dei prodotti gassati per mancanza di anidride carbonica, precisa che la carenza di CO2 per la produzione di acqua frizzante è una difficoltà temporanea che dovrebbe risolversi a breve.

Bere acqua aiuta ad idratare l’organismo, regolando la temperatura corporea e la pressione ma le acque non sono tutte eguali. Tra le acque potabili, le acque filtrate e le minerali naturali esistono molteplici differenze. Facendo riferimento ad alcuni articoli esplicativi pubblicati su www.sanpellegrino-corporate.it/it/idratazione-e-gusto e sul waterzine www.inabottle.it, riassumiamo di seguito le principali caratteristiche e differenze.

In un contesto di sostanziale stagnazione dell’economia del Paese, il 2019 per il comparto del Largo Consumo è stato un anno in cui la spesa delle famiglie ha resistito alla stasi economica. Il dato di chiusura dell’anno appena concluso per il comparto nella Distribuzione Moderna è infatti positivo (+1,4% a volume e +1,7% a valore, considerando i canali Iper, Super, LSP e Discount), nonostante l’appiattimento dei trend registrato negli ultimi mesi.

Non è esattamente quello a cui si riferisce con l’espressione “andiamoci a bere un bicchiere”. Non si tratta di birra o qualsiasi altro prodotto alcolico: è l’acqua in bottiglia la regina del mercato del momento, con un aumento di produzione che ha raggiunto i 13.7 miliardi di galloni nel 2017 (+7%) e vendite pari a 18.5 miliardi di dollari (+8.8%). Stando alle stesse fonti, le vendite di bibite gassate sono diminuite per il tredicesimo anno consecutivo.

Le tariffe più basse d’Europa: 85 centesimi al giorno per famiglia. Le tariffe italiane per il servizio idrico sono le più basse d’Europa. In media una famiglia di tre persone con un consumo annuo di 180 metri cubi spende 307 euro all’anno, 25,6 euro al mese: quanto il costo di una tazzina di caffè al bar al giorno (85 centesimi). Si tratta dello 0,9% della spesa media mensile di una famiglia. Per lo stesso servizio in Spagna si spendono 330 euro all’anno, in Francia 700 euro, in Austria, Germania e Regno Unito 770 euro. Dei 307 euro italiani, solo 143 euro riguardano il servizio di acquedotto. Il resto serve per pagare fognature e depurazione. Quindi, per avere acqua potabile in casa, una famiglia italiana spende circa 40 centesimi al giorno. Tutto questo non ha impedito, tuttavia, la sedimentazione nel tempo di tassi di morosità molto più elevati di quelli di energia elettrica e gas: 3,8 miliardi di euro di crediti scaduti, di cui 1,1 miliardi da oltre 24 mesi.