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Giovanissimi, di tendenza e salutari: i prodotti analcolici JNPR aggiungono un tassello alla nuova idea di bere contemporaneo, e dopo un eccellente primo anno adesso puntano a crescere ancora, con l’arrivo a inizio 2021 del BTTR N°1.

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Lanciato quasi esattamente un anno fa, a inizio 2020, JNPR (che si pronuncia juniper) nasce da un desiderio comune e tutto sommato non troppo nascosto: la fondatrice Valèrie De Sutter, francese trapiantata a Milano e da pochissimo madre di due gemelli, cercava un prodotto che potesse ricreare le sensazioni di un buon distillato, senza però gli effetti collaterali di una bevuta alcolica. L’idea c’era, mancava il know-how che Valèrie ha trovato in un conterraneo di spessore, il barman imprenditore Flavio Angiolillo, che con il suo gruppo Farmily ha contribuito alla realizzazione delle ricette della gamma JNPR.

L’esordio è avvenuto con il prodotto simbolo, il JNPR N°1, distillato analcolico realizzato in territorio francese con le stesse tecniche della liquoristica internazionale ma con totale assenza di zucchero e d’alcool: ginepro, mela, cardamomo e coriandolo, gli ingredienti per andare incontro a una delle tendenze più galoppanti del consumo mondiale, destinata a vivere un’ulteriore impennata in futuro. “Nel primo anno abbiamo già visto triplicare i numeri che ci aspettavamo“, racconta Valèrie, “ed è un segnale piuttosto chiaro della direzione che le richieste dei consumatori hanno già iniziato a intraprendere”: il low and no, preferenze a basso o nullo contenuto alcolico, rappresenta infatti una fetta importante dei gusti più popolari in Francia, dove JNPR ha preso facilmente piede, sbarcando addirittura poche settimane fa nelle vetrine della Grande Epicerie di Parigi, luogo simbolo della enogastronomia di Ville Lumiere. Inutile dirlo, JNPR è ideale in un highball con acqua tonica, per una versione più leggera del tradizionale gin&tonic.

Ancora più recente (gennaio 2021) è l’arrivo di BTTR N°1, alternativa analcolica della categoria bitter con il dichiarato obiettivo di ripensare il tradizionale aperitivo italiano. Zero alcool e i sentori tipici delle proposte più storiche, come arancia dolce, arancia amara, limone, genziana, rabarbaro, liquirizia e cannella; per ovvi motivi contenuto zuccherino presente, ma in bassissime quantità. BTTR N°1, prodotto invece in Dripstillery, è la prima uscita della linea Bartender Series, che Angiolillo e De Sutter hanno pensato come specifica per i professionisti del settore e le loro sperimentazioni. Carattere furbo e intrigante, molto riconoscibile al palato italiano, ottimo da bere assoluto con ghiaccio e versatile in miscelazione: il Da grande sarò un Negroni è fatto appunto con BTTR, JNPR e succo d’uva, come variante senza alcool dell’iconico cocktail fiorentino.

Da grande sarò un Negroni – Flavio Angiolillo

Le mire di JNPR, peraltro attentissimo al lato ecologico con etichette e bottiglie riciclabili, sono espressamente dirette al rimodernare il consumo in miscelazione, che oltre confine è già abbondantemente improntato alla riduzione dell’assunzione d’alcool: “Chi va al bar, inutile girarci intorno, vuole bere, e la percentuale di richieste analcoliche rimane comunque bassa”, spiega Angiolillo. “La pandemia e i lockdown hanno però aiutato il pubblico ad aumentare la propria consapevolezza, spingendo un consumo più equilibrato: i cocktail alcolici restano la priorità, semplicemente si inizia a scoprire la possibilità di un minore impatto alcolemico”. Settemila bottiglie vendute nel primo anno (28 euro il prezzo al consumatore finale) e un enorme successo per il comparto B2C: “L’obiettivo per il 2021 è quello di raddoppiare le cifre già registrate e ampliare la nostra presenza nel B2B”. Fattibile, soprattutto secondo le stime riportate da The Spirits Business sul segmento low and no, che ha in prospettiva un balzo del +400% nei prossimi cinque anni. Poi si potrà brindare (senza alcool?).

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