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La cantina Nino Negri punta sulla ristorazione per valorizzare il territorio valtellinese di cui è l’espressione più importante dal punto di vista quali-quantitativo. Giovedì 24 settembre è andata in scena l’iniziativa “Chef all’Inferno”, un progetto di coesione con gli chef locali per crescere insieme alla ristorazione. Ci voleva un personaggio del calibro di Danilo Drocco, Direttore della Nino Negri che sin dal suo arrivo in Valtellina nel 2018 ha subito fatto intendere che avrebbe lavorato insieme alla ristorazione locale.

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 “Quando sono arrivato in Valtellina ho capito subito che per far crescere il territorio dovevamo coinvolgere i ristoratori, una formula per il successo anche in chiave futura visto che tra qualche anno qui ci saranno le Olimpiadi. Buona la prima come si dice in questi casi, abbiamo lavorato con dei professionisti molto bravi e tecnicamente preparati, è stata la prima di una lunga serie di serate importanti che faremo insieme ai tanti bravi ristoratori locali”.

Danilo Drocco, Direttore Nino Negri

CHEF ALL’INFERNO Si tratta solo dell’ultima attività che sta portando avanti Nino Negri, all’interno di un progetto più vasto iniziato appena prima del lockdown con #viviAMO la Valtellina realizzato con il sostegno della casa madre del GIV Gruppo Italiano Vini. “I ristoratori sono le nostre bandiere sul territorio, a marzo abbiamo regalato ai nostri collaboratori un voucher da spendere nei ristoranti della zona, poi insieme ai ristoratori abbiamo pensato di regalare ai clienti dei ristoranti una visita in cantina per ogni bottiglia Nino Negri consumata. Un coinvolgimento diretto dei ristoratori che ha avuto un buon riscontro come cassa di risonanza per i nostri prodotti”. Ci voleva un langarolo come Drocco per dare una scossa alla ristorazione valtellinese, per alcuni aspetti ancora troppo basata sulla formula tradizionale pizzoccheri e sciatt. “Il vino può essere un traino per la ristorazione, le Langhe dove provengo insegnano che possono crescere i ristoranti e i cuochi locali se sale il livello dell’offerta enogastronomica magari partendo proprio dal vino, in un concetto di ospitalità teso ad esaltare le materie prime del territorio”.

ABBINAMENTI INSOLITI Sei chef valtellinesi hanno utilizzato prodotti locali interpretandoli in maniera creativa con ricette sfiziose e gourmet con abbinamenti insoliti con il vino. Ivan Sutti del ristorante pizzeria Eden di Morbegno ha aperto le danze con “Cominciamo dalla trota” in abbinamento a una Cuvée Metodo Classico Negri 2016, Max Tusetti del ristorante Filò di Bormio ha proposto un “Cervo in vigna” insieme a un Grumello Sassorosso 2017. Luca Cantoni del ristorante Fracia di Chiuro ha deliziato gli ospiti con “Furmentùn in zuppa” in pairing con il Cà Brione Alpi Retiche IGT 2019, mentre Angelo Mattaboni del ristorante San Carlo di Chiuro ha cucinato la “Spiga e il suo rivale” accompagnato all’anteprima assoluta dell’Inferno Cà Guicciardi 2019. Gianluca Bassola del ristorante Trippi di Montagna ha proposto “Dal Pascol all’Inferno” accostato a uno Sfursat 5 stelle 2015, chiusura con Michele Bormolini del ristorante dell’Hotel Spol di Livigno con “La mela in alta quota” servita con Ispirazione un Passito 2016. “Ci siamo divertiti, è stato un bel gioco anche con abbinamenti non così scontati- continua Drocco- con gli chef che hanno spiegato i piatti e io raccontavo il vino. Non la solita sequenza, dopo un vino rosso abbiamo proposto un bianco, poi una novità assoluta con un vino ancora in affinamento come l’Inferno Ca’ Guicciardi 2019, il tutto per dimostrare la potenzialità di un territorio e per cercare di incuriosire i nostri ospiti che sono rimasti soddisfatti”.

Ca’ Guicciardi

DOPPIA ANTEPRIMA In casa Nino Negri era duplice, con l’inaugurazione del punto di degustazione Cà Guicciardi nella casa colonica nel fruttaio dove appassisce l’uva per lo Sforzato e l’anteprima assoluta dell’annata 2019 dell’Inferno Cà Guiccardi, l’etichetta di punta di questo Cru di Valtellina Superiore nei prossimi anni per la cantina di Chiuro. “E’ stato divertente assaggiare un vino ancora in affinamento come il Cà Guicciardi praticamente a metri zero visto che arriva direttamente dal vigneto. E’ stato sicuramente un momento importante per la nostra realtà aziendale con un ottimo lavoro di tutto lo staff, ma il vero obiettivo di questo progetto è la crescita del movimento della ristorazione, giovedì sera è stata l’anteprima di un progetto che vedrà coinvolti altri chef e ristoranti, siamo aperti a tutti. Al debutto avevamo chef da Livigno, Bormio, dalle media valle sino a Morbegno per una rappresentazione ampia della nostra zona”. Un concetto di ospitalità che parte dal vino e arriva al terroir, in quella Valtellina che Drocco definisce la Borgogna d’Italia. “Lo dico sempre la Valtellina è la Borgogna d’Italia, abbiamo un terroir fantastico e la bravura di tanti colleghi produttori che lavorano benissimo, oltre al grande patrimonio del Nebbiolo delle Alpi con una biodiversità incredibile che ci permette di fare vino strepitosi”.

 

INFO: www.gruppoitalianovini.it/index.cfm/it/brand/nino-negri/

 

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