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Danilo Drocco

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Lo spettacolo della Sforzato Wine Stage ha infiammato il Giro d’Italia. La sedicesima tappa della corsa rosa è stata vinta dal ceco Jan Hirt, che si è imposto sul traguardo di Aprica dopo 202 km dalla partenza di Salò. Uno spot per il vino valtellinese i suoi terrazzamenti in piena regola, una frazione con tante salite, tra cui il temutissimo Passo del Mortirolo e il Valico di Santa Cristina. Vino e ciclismo, un binomio importante per la Valtellina che ha sfruttato la vetrina della corsa rosa per fare ammirare il suo paesaggio e i suoi vigneti.

Si scrive Valtellina Wine Trail, si legge corsa, vino e territorio insieme per un tris vincente. Cronaca di una giornata di festa quella in arrivo dalla Valtellina sabato 20 novembre, per quello che ormai è diventato uno degli appuntamenti imperdibili per sportivi e appassionati di vino. Tanta l’attesa dopo lo stop forzato dell’anno scorso, ci si è rifatti con gli interessi con un sabato italiano, non uno qualunque. Quasi 3.000 atleti al via, tre tracciati da 12, 21 e 42 km, ma soprattutto la consapevolezza delle potenzialità della Valtellina proprio nella forza del vino.

Un percorso guidato all’interno del vigneto, da svolgere in piena libertà ed autonomia grazie ai contenuti virtuali dell’APP-audioguida, è l’ultima frontiera dell’ospitalità firmata Nino Negri che punta forte sull’enoturismo. Click&Climb, così è stata ribattezzata questa nuova esperienza emozionale che consente ai visitatori di respirare la Valtellina, vivendo in prima persona la verticalità dei terrazzamenti. Un tour interattivo tra i vigneti terrazzati della Vigna Cà Guicciardi nella zona storica dell’Inferno, completato dalla degustazione di vini a km zero. Dal Castello Quadro di Chiuro sede della cantina fondata nel 1897, fanno sapere che è tutto pronto, un progetto innovativo su cui stavano lavorando da tempo mettendo insieme digitale e reale.

Cambio della guardia alla guida del Consorzio di Tutela Vini di Valtellina, con la nomina a Presidente di Danilo Drocco, Direttore della Nino Negri. Il più valtellinese tra i piemontesi come ama definirsi ironicamente, un personaggio importante che in poco tempo è riuscito a conquistare la fiducia di tutti gli attori del vino locale parlando la stessa lingua, quella del Nebbiolo. “C’è molta soddisfazione per questo incarico, soprattutto per aver raccolto la fiducia in così poco tempo. Questa elezione è importante per l’azienda che rappresento che vinifica l’uva di oltre 200 famiglie, è importante sottolinearlo perché i veri protagonisti del Consorzio sono soprattutto i viticoltori, grazie al quale in Valtellina si è riusciti a preservare un paesaggio terrazzato vitato unico che tutto il mondo ci invidia”.

Segni particolari NN, Nino Negri. La carta di identità di Danilo Drocco vede la Langa come luogo di nascita e di elezione, ma la consacrazione nell’Olimpo del Nebbiolo la sta raggiungendo in Valtellina. Ormai la chiama “casa”, da quando due anni fa è arrivato alla guida della cantina Nino Negri, la storica azienda valtellinese più importante sotto il profilo quali-quantitativo.

Partiamo subito da una smentita. Il 29 ottobre a Milano al Westin Palace non c’è stato il consueto appuntamento con il GIV Day. Questo perché il GIV Day è tutti giorni, ogni istante in cui viene aperta una delle tante bottiglie a tutte le coordinate del globo terrestre, di quello che rappresenta il primo produttore in Italia e tra le prime aziende al mondo nella produzione e commercializzazione di vini di pregio. Gruppo Italiano Vini, in una sigla semplicemente GIV.