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“Un altro libro sulle Langhe, se ne sentiva il bisogno?”. Questa la reazione maggiormente sentita al momento della notizia dell’uscita del libro “Alle radici del Barolo” edito da Slow Food Editore che, non solo si conferma come un progetto necessario ma fondamentale per preservare la storia di chi ha lavorato per commercializzare il vino della Langa nei secoli precedenti ai nostri; è una rappresentazione di un tessuto di famiglie radicate nel territorio che è rimasto legato alle proprie origini.

Un’azienda di famiglia con 111 vendemmie alle spalle in Piemonte, un anniversario importante per Cantine Bava al Vinitaly festeggiato senza mai fermarsi. “Negli ultimi mesi abbiamo lavorato per ristrutturare e riformulare tutti i nostri percorsi di visita, l’accoglienza è sempre stata una parte fondamentale della nostra esperienza-spiega Francesca Bava, ultima generazione dell’azienda familiare- abbiamo ripensato l’itinerario nella nostra cantina storica a Cocconato d’Asti, con più valorizzazione alla nostra bottaia centenaria, un percorso tra i…

PESCAJA, dentro il nome le iniziali di SOLE, CUORE e ANIMA come recita il pay off della cantina piemontese. Siamo a Cisterna D’Asti, uno dei 7 comuni identificati per la produzione della DOCG Terre Alfieri, dove Giuseppe Guido il patron dell’azienda Agricola Pescaja, per tutti semplicemente Beppe,  è nato e cresciuto. Il desiderio di migliorarsi ogni giorno, di valorizzare e dare luce a un territorio che possiede tutte le qualità per ottenere il meglio dalle varietà Arneis e Nebbiolo.

Nella storia della comunicazione si sono susseguiti una pletora di strumenti: dal codice morse, alla radio, telefono, tv, computer per arrivare all’attuale era dell’IOT. L’origine di questa arte, un’esigenza essenziale dell’uomo, di tramandare e condividere i propri saperi inizia con l’oralità e la scrittura, in cerchio, nelle tribù, passando per le scritte su muri e pietre. La tradizione orale – in tutte le sue espressioni – è la più potente forma di comunicazione e renderla pratica in ogni ambito racchiude in essa il fascino della velocità trasmessa con quella ideale, semplice, unica direzione che porta all’apprendimento di nuovi contenuti mediante l’ascolto.

Grandi Langhe 2020, cronaca di un successo annunciato. Con le richieste di accredito sold out già a una settimana dalla manifestazione, i segnali di un evento in positivo c’erano tutti. La premier organizzata dal Consorzio di Tutela Barolo e Barbaresco Alba Langhe e Dogliani (presieduto da Matteo Ascheri) e il Consorzio Tutela Roero, coadiuvati da Regione Piemonte, Ente Turismo Langhe Monferrato e Roero e Ubi Banca, da il via alla stagione delle anteprime ospitando oltre 50 buyer italiani e stranieri (Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Polonia, Lituania, Repubblica Ceca, Bulgaria, Romania, Russia, Inghilterra, Spagna e Austria) e giornalisti da tutto il mondo (34 paesi diversi).

Quello che più colpisce del Nebbiolo è la sua capacità di annidarsi con il suolo in cui nasce mantenendo le sue caratteristiche strutturali intatte, fedeli alla sue radici. In Piemonte arreda diverse colline, prendendo il nome di un comune o di un’areale produttivo: Lessona, Barbaresco o Barolo. In realtà lo si trova in altri svariati “volti” ma questi sono i protagonisti proposti a Royal Nebbiolo Grape nella giornata di lunedì 16 novembre presso il Centro per la fotografia di Torino Camera, evento promosso dai produttori Daniele Dinoia di Villa Guelpa, tra i  più attivi dell’Associazione vignaioli colline biellesi, e Giovanni Angeli dell’Azienda Massolino.