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Passione e ragione, sacro e profano, dogma e ribellione. Si può essere così versatili da raccontare due storie così diverse attraverso un unico prodotto? Pare che il caso abbia voluto testare la malleabilità di Casta, la prima grappa da miscelazione italiana, mettendola nelle mani di due Bartender della Florence Cocktail Week divisi da tutto, tranne che dal nome.

Il primo protagonista infatti, si chiama Luca Manni, uno dei volti più noti della scena fiorentina, capace di inventare e sorprendere con cocktail ambiziosi e creativi. Dietro al bancone della Menagere, locale moderno e di design ha deciso di creare un cocktail che definisce se stesso a partire dal nome: un “Casto Negroni”.

Questo drink mette a nudo (con tanto di adamica foglia di fico) la materia prima, vera protagonista del cocktail, esaltandola attraverso un raffinato lavoro di equilibri.

Il secondo bartender invece, non necessita di presentazioni. Si chiama Luca anche lui, ma di cognome fa Picchi. Vera e propria leggenda del bar nostrano, il Conte dietro al bancone antico di Caffè Gilli ha deciso di proporre un signature che non lascia spazio a dubbi: Hippie Negroni. Tramite un inaspettato incontro tra la rivolta americana e la tradizione liquoristica e di distillazione nostrana, nasce un cocktail ribelle e sorprendente.

Due anime, due locali, due cocktail un prodotto. FCW è alle porte, e Casta si prepara a conquistare la città mettendosi a nudo, come Adamo ed Eva o come al concerto di Woodstok.

 

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