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AGGIORNAMENTO

Il Qatar ha vietato la birra e bevande alcoliche nei pressi e dentro gli stadi a 2 giorni dall’inizio della Coppa del Mondo

I tifosi dovranno sborsare oltre 13€ (50 QAR) per una pinta di birra ai Mondiali in Qatar, nonostante le promesse degli organizzatori di mantenere i prezzi abbordabili. Inoltre ci sarà il limite di acquisto di 4 birre per persona per evitare episodi di ubriachezza manifesta e molesta.

In Qatar, paese musulmano e conservatore, l’alcol non è completamente illegale ma è generalmente limitato ai pochi bar degli hotel autorizzati dove fanno pagare circa 13-20€ per una birra o un bicchiere di vino.

Nasser al-Khater, amministratore delegato dei Mondiali di calcio del 2022, aveva inizialmente riferito che i prezzi della birra nelle “fan zone” e negli stadi sarebbero stati molto più bassi per i tifosi (30-35QAR pari a circa 8-9€ per pinta).

Tuttavia, è emerso che una pinta di Budweiser, marchio di AB InBev sponsor dei Mondiali ed unica birra ufficiale della Coppa del Mondo, costerà 50 riyal del Qatar (QAR) pari a circa 13,20€. La birra analcolica costerà 30 QAR (circa 8€) e l’acqua 10 QAR (circa 2,60€). Per acquistare birra e alcolici bisognerà dimostrare di avere almeno 21 anni.

 

A dimostrazione del fatto che potrebbero esserci state trattative sui prezzi tra la Fifa e il governo del Qatar, la società ha dichiarato che: “Budweiser è orgogliosa di essere servita nel rispetto delle norme e dei regolamenti locali”.

È emerso che alla Budweiser è stato anche richiesto di spostare i punti vendita di birra esterni allo stadio in luoghi più appartati e lontani; il New York Times ha riferito che l’ordine è arrivato dallo sceicco Jassim bin Hamad bin Khalifa al-Thani, il fratello del sovrano del Qatar.

Inizialmente non era certo che la birra sarebbe stata disponibile negli stadi della Coppa del Mondo perché in Qatar è severamente vietato consumare alcolici in luoghi pubblici ma alla fine l’emirato ha ceduto alle pressioni dello sponsor Budweiser.

 

Altri marchi di birra come Brewdog hanno invece preso le distanze dai Mondiali del Qatar con campagne pubblicitarie che li criticavano apertamente per via dei diritti LGBT nell’emirato (l’omosessualità è reato e può essere punita con la pena di morte) e dell’alto numero di morti sospette tra la mano d’opera straniera che ha lavorato per la costruzione degli stadi della Coppa nel Mondo in condizioni inaccettabili. Secondo alcune indagini dal 2010, anno in cui la Fifa ha assegnato la Coppa del Mondo al Qatar, i decessi tra gli operai dovrebbero essere oltre i 6.500 e potrebbero arrivare addirittura alla cifra di 15.000 (più i morti dei 5760 minuti che si giocheranno).

Nonostante questo le birre di Brewdog risultano presenti in Qatar distribuite dalla Qatar Distribution Company (QDC). La società è l’unica autorità nello Stato del Qatar per l’importazione, la distribuzione e la vendita al dettaglio di alcolici ed è una filiale del governo qatariota. Questo ha scatenato una polemica che alla fine si è chiusa con Brewdog che ha dichiarato che donerà tutti i profitti derivati dalla vendita della Lost Lager durante la Coppa del Mondo a cause che combattono le violazioni dei diritti umani.

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