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Perchè Cocciuto? “Perchè ci abbiamo creduto sino in fondo e non abbiamo mai mollato, siamo stati testardi, anzi cocciuti. Ogni volta che arrivavamo a un passo da una location giusta per la pizzeria c’era sempre qualcosa che non andava, alla fine ce l’abbiamo fatto ed è nato Cocciuto”. A parlare è Michela Reginato, un passato nella moda e nel life style, che insieme a Paolo Piacentini, imprenditore noto nel settore per aver collaborato alla realizzazione di importanti format internazionali, nonché fondatore di Marghe, hanno dato avvio a Cocciuto.

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Una nuova idea di pizzeria, siamo stati nella prima apertura di via Bergognone nel cuore del quartiere milanese della moda e del design, dove è appena andata in scena una delle settimane più calde dell’anno. “Avremmo preferito un inizio più soft, ma non ci possiamo lamentare- spiega Paolo Piacentini- Siamo partiti forte, proponendo una proposta che vuole elevare la pizza a un concetto che lega il buono ma anche il bello, il poter stare bene in un locale stiloso magari abbinando un buon vino o perché no, anche un drink. Il mondo della pizza sta cambiando, la nostra idea è quello che c’è spazio anche per realtà che intendano alzare il concetto di pizzeria, facendo vivere un’esperienza sensoriale al cliente sotto ogni punto di vista”. E in effetti la prima cosa che balza agli occhi è la bellezza del locale. Stile un po’ newyorkese, sembra di essere in un posto cool della grande mela, e in effetti Paolo Piacentini conferma di aver tratto ispirazione da un viaggio a New York insieme al figlio, anche se poi di fatto nelle realizzazione degli interni ci si è mischiato molto altro. Dal mogano, al bancone visto in un negozio di Senigallia e rifatto uguale, al fatto che prima qui c’era una banca e in fase di lavori è stata trovata una colonna in mezzo al locale che è stata rimessa a nuovo e diventata il centro focale, davanti al forno a vista dove si possono ammirare i pizzaioli al lavoro.

Michela Reginato e Paolo Piacentini

PIZZA AL CENTRO

Cocciuto lo sono anche io, era da un po’ che puntavo il locale, abitando nel quartiere c’è stato un pizzico di curiosità nel seguire la genesi di questa nuova apertura. Seduto al tavolo e sfogliando il menù la soddisfazione di vedere che un altro tassello si è aggiunto in un quartiere che può ormai entrare di diritto anche tra le zone di Milano dove si mangia bene e si sta altrettanto, con una proposta di ristorazione per varie fasce. Un menù che parte con un classico antipasto all’italiana, con vari assaggi. La pizza è la protagonista, nel rispetto della più antica tradizione partenopea si affianca la versione più “sociale” della pizza al metro che favorisce lo spirito di convivialità proprio di Cocciuto. Impasto diretto, una miscela di farine alle quali è stato aggiunto il germe di grano vivo, doppia lievitazione che dura minimo 30 ore per garantire alle pizze di Cocciuto sofficità, fragranza, sapori, in generale maggiore leggerezza. Forno non a legna, ma elettrico, perché secondo il pizzaiolo Antonio Caputo, milanese d’adozione ma di origini lucane, il forno elettrico può dare maggiore costanza e permettere anche ai ragazzi che lo affiancheranno in questa nuova avventura di crescere per gradi. Anche perché ci saranno presto altre due nuove aperture, quindi Caputo, ex Marghe anche lui, probabilmente si occuperà della formazione degli altri pizzaioli e di fare da supervisore. Tante le pizze in carta, un menù molto pieno che non tradisce le attese. La mia passione per il Capocollo mi fa andare dritto in quella direzione, a testimonianza di una ricerca degli ingredienti dove non mancano le chicche provenienti da tutta Italia. È pugliese l’olio scelto dalla cucina di Cocciuto, Frantoio Muraglia, identità e design parola d’ordine e impronta aromatica nelle preparazioni. Si va dalla soppressata Calabra al Culatello di Zibello, entrambi presidi slow food, oltre alla blasonata mozzarella di Bufala campana, per un giro intorno all’Italia delle eccellenze gastronomiche che sono baluardo di storie familiari da raccontare in un contesto elegante che ha la forma e l’attitudine di Cocciuto. Interessante anche la carta del beverege, non mancano abbinamenti della tradizione per la pizza come l’Asprinio di Aversa, ma anche un focus sui vini naturali, con spazio ai piccoli produttori italiani e francesi, con un tris d’assi tra Loira, Provenza e Borgogna. Sulle birra oltre alla mescita alla spina del birrificio Poretti, è possibile gustare una buona selezione delle creazioni del Birrificio Italiano di Agostino Arioli, uno dei padri fondatori della birra artigianale in Italia. In futuro spazio anche al pairingcon i cocktail, per accontentare una fascia di appassionati che nei classici della mixology, proposti a prezzi popolari e accattivanti, trova un’alternativa divertente al vino o alla birra.

Antonio Caputo

NUOVO CONCEPT E APERTURE

Un investimento importante che entro il 2019 arricchirà l’offerta ristorativa milanese di tre nuovi locali che mettono l’abito elegante alla pizzeria. Dopo l’apertura in via Bergognone 24, infatti, già si lavora alle nuove sedi previste in zona piazza Medaglie d’Oro, nei pressi di corso Sempione. Un progetto ambizioso che parte nel nuovo polo della moda milanese, in via Bergognone 24, a pochi metri dal Mudec. Nove vetrine che lasciano intravedere un locale elegante e ricercato: 260 metri quadrati, per un totale di 80 coperti. Un formato urban chic nel quale si muoverà una squadra di 16 milleanials che, dalla pizzeria alla cucina sino alla brigata di sala. “Daremo grande attenzione al personale, perché è l’anima di un locale, saper raccontare la filosofia che sta dietro a un progetto”– chiosa Paolo Piacentini. Partner di grande valore quelli che si affiancheranno al progetto Cocciuto, aziende di riferimento nel proprio settore di interesse che hanno creduto in un format dalle ampie prospettive. Lavazza, San Pellegrino,Bormioli e il gruppo Carlsberg con Angelo Poretti. Grazie a questa partnership, Cocciutoè stato scelto come incubatore unico in Italia di un progetto sperimentale al fianco del colosso mondiale Starbucks. Nella pizzeria di via Bergognone a Milano, come negli Starbucks del mondo, il gruppo Carlsberg ha attivato un modello di controllo dei flussi e dei consumi di birra che rientra nella sperimentazione delle Telemetria, una innovativa tecnologia al servizio degli esercenti.

COCCIUTO

Indirizzo: Via Bergognone, 24, 20144 Milano MI

Telefono: 02 3652 8327

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