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Sarebbe stato sorprendente il contrario: alla 46esima edizione di Hospitality Riva, conclusasi lo scorso 24 marzo, grande spazio è stato conquistato dalla grappa, distillato italiano per eccellenza e a maggior ragione identitario di questa zone del territorio. Anche i produttori più storici hanno però compreso l’importanza di spingere su alternative in distillazione, forte della ormai galoppante crescita della miscelazione.

Distilleria Marzadro, alla terza generazione con il brand ambassador Alessandro: nata nel 1949, un’azienda che nei decenni ha affrontato mercati nuovi e in evoluzione. Esempio perfetto sono le tre edizioni di Diciotto Lune (etichetta Marzadro per antonomasia) con finish in tre botti diverse: una ex whisky e bourbon, una ex rum (Martinica e Barbados) e una ex Porto. Tre nuove alternative che dimostrano la ricerca di Marzadro per portare la grappa su piani più contemporanei: “La tradizione è una moda che cambia più lentamente. La tradizione deve innovare, senza però discostarsi da cosa è, o non è, nelle corde di un prodotto”.

Mazzetti d’Altavilla torna a Riva per continuare il lavoro già avviato prima delle chiusure, spingendo la grappa e gli altri distillati in gamma, in miscelazione, insieme al bartender Maurizio Sironi. Enorme spazio alla liquoristica, con la linea Original che propone una selezione di liquori storici; e per forza di cose i distillati di vino, nello specifico il brandy, grande tradizione piemontese di cui Mazzetti è esponente.

Domenis1898 propone invece le nuove barricate, con la Storica a 50°, e la Secolo a 60°; la sperimentazione con il legno arriva anche ai vitigni, con una Refosco, ma attenzione anche a liquori e amari. La linea Trittico è una serie di proposte per miscelazione e dopopasto.

Forte della medaglia d’oro agli International Wine and Spirits Competition, con la storica Grappa (uno dei nove premi vinti), Nardini torna a Riva e prosegue il suo movimento per l’uso della grappa in miscelazione. Nel 2006 uscì il primo Grappa Handbook, che raccoglieva le ricette più interessanti: quest’anno è la volta del programma Shake your Grappa, che riunisce una drink strategy che include Ve.N.To (lista IBA) e tutta la proposta Nardini.

Rinaldi 1957 propone il suo classico portfolio di spirits d’importazione, insieme a bolle d’eccellenza come Jaquart. Grande attenzione ai rum, con il classico Don Papa e Santiago de Cuba, e fari puntati sui prodotti locali del Garda: Liquori delle Sirene ad esempio, che ha presentato da poco Americano Bianco, Rivo Gin e Gin Vento.

E a proposito di importazione, Dovel si impegna per la ricerca dei prodotti da proporre, ovunque nel mondo. Gamma vasta, presentata a Riva con alcune chicche interessantissime: Capsicum, un gin artigianale del centro Lazio, a base di peperone DOP di Pontecorvo, e la distilleria croata Robin, una delle più piccole d’Europa, che presenta il suo Pink Gin a base di bacche di aronia.

Fratelli Francoli, dalla metà dell’800 azienda familiare, fondata da tre fratelli, nata concentrandosi sulla grappa ma oggi fore di un portfolio esteso ad altri prodotti. Presentate due nuove varianti della vodka Roberto Cavalli, ai gusti di anguria e mirtillo, e un gamma ampia che coinvolge gin, vini, e liquoristica.

Roner, settantacinque anni di storia è la distilleria più premiata d’Italia, che pur essendosi affermata con la grappa, in fiera propone altre novità: una versione freschissima del gin Z44, con fiore di erica tra le botaniche, e un gin analcolico con otto botaniche alpine.

Distillati protagonisti ovviamente in miscelazione, che a Hospitality trova il suo feudo nell’angolo Riva Pianeta Mixology (RPM), giunto alla settima edizione e capitanato da Leonardo Veronesi, titolare del Riva Bar. Programma denso di masterclass e incontri, che hanno visto alternarsi sul palco i nomi più noti del panorama bartender italiano: Samuele Ambrosi (Cloakroom Treviso e vicepresidente Aibes), Claudio Perinelli (Soda Jerk Verona) e Leonardo Pinto, uno dei massimi esperti mondiali di rum, impegnato anche nel distillato italiano con il progetto GrappaRevolution.

Parlando di miscelazione eccellente, presente anche Giacomo Albieri, freschissimo vincitore della Campari Bartender Competition e responsabile della formazione per Bartenders Academy Italia. Una scuola che abbraccia la preparazione professionale, dalla base a quella avanzata, che sperimenta corsi e masterclass di ogni genere. “I trend sono variabili, secondo la personalità dei bartender e dei bar. Credo che le fermentazioni siano una frontiera piuttosto attuale e interessante”. Bartenders Academy propone bartendersonline.it, una piattaforma che riunisce masterclass e materiale fornito dai migliori bartender d’Italia.

Dove c’è miscelazione, inutile dirlo, c’è ghiaccio di qualità: Matteo Colombi, co-proprietario e AD di Ice Top, racconta di un mercato che cresce e vede nuova attenzione anche nel retail e nei supermercati. Ice Top nello specifico propone un prodotto resistente e perfetto per la refrigerazione, e con la linea Rapido Raffreddamento fornisce gli strumenti perfetti per raffreddamento e diluizione in un drink.

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Aperitivo: No. 3 London Dry Gin  - Food is The Key - distribuito in Italia da Pallini

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