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Secondo l’ultimo rapporto IsmeaLa Bilancia dell’agroalimentare italiano”, l’andamento delle spedizioni nazionali continua a risultare molto positivo nonostante la crisi energetica e l’aumento dei costi di produzione delle aziende. Anche nei primi sette mesi del 2022, infatti, la corsa made in Italy agroalimentare sui mercati esteri non ha subito battute d’arresto, dopo aver raggiunto nel 2021 lo storico traguardo di 52 miliardi di euro.

Tempo di immaginare davvero il futuro, alla luce delle riaperture che in buona parte del mondo stanno iniziando a vedersi. Il post-pandemia sarà un nuova normalità, più che un  ritorno al passato, con conseguenti cambiamenti circa abitudini e consumi. Vale per qualsiasi settore, e quello del vino non fa certo eccezione. Jamie Williams, managing partner dell’agenzia di di pubblicità isobel, con sede a Londra, ha analizzato cinque scenari fondamentali.

A inizio anno si era sollevato un polverone dai granelli (o dalle bollicine) fittissime: per il lancio della nuova location, la catena Vagabond Wines aveva installato un vero e proprio bancomat all’esterno di una vecchia banca di Londra. Al posto delle banconote, il distributore erogava Prosecco, almeno secondo le idee dei proprietari. Enorme il favore dei londinesi, ben minore quello degli amanti e degli addetti ai lavori italiani.

La Birra non esiste. Il postulato reso famoso da Lorenzo Dabove, in arte Kuaska, titolo anche del suo libro, potrebbe subire una variante in “All Italian Bottles sold out”. Questo il messaggio più bello in arrivo dal GBBF Great British Beer Festival, ma prima di ringraziare e di darci appuntamento al prossimo anno come recitava un cartello appeso al frigo vuoto, vi raccontiamo com’è andata.

IRI, leader mondiale nelle informazioni di mercato per il Largo Consumo, il Retail e lo Shopper, ha elaborato le previsioni sul potenziale impatto della Brexit sui mercati dei beni di Largo Consumo in Italia. Le analisi di IRI stimano in circa 380 milioni di Euro quello che potrebbe trasformarsi in una perdita in termini di vendite per prodotti di consumo quotidiano nel 2016 a causa dell’effetto boomerang sulla fiducia dei consumatori italiani.