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Beer&Food Attraction, svoltasi a Rimini Fiera dal 27 al 30 marzo 2022, ha riscosso un successo decisamente superiore alle aspettative attirando visitatori da tutta Italia e dall’estero e suscitando la sorpresa dei numerosi espositori. Beverfood.com ha realizzato alcune video-interviste ai principali importatori di birre presenti all’evento potendosi ritrovare finalmente in presenza. Nell’ordine: Interbrau, Radeberger, Brewrise, Beer Gravity, Ales&Co e San Geminiano.

La birra, se abbinata correttamente, può esaltare e accompagnare anche i piatti più impensabili della cucina italiana, dai grandi classici alle ricette moderne. Radeberger Gruppe Italia con il progetto Quality Beer Academy e con QBA – Craft Beer, Food & Beershop, si è spinto più in là portando la birra all’interno del suo menù anche come ingrediente.

Quest’anno come noto niente Oktoberfest causa Covid-19, la più grande festa della birra in tutto il mondo che attira ogni anno circa 6,2 millioni visitatori a Monaco. In questi giorni sarebbe dovuta entrare nel vivo, le date annullate erano fissate dal 19 settembre al 4 ottobre 2020. La più grande festa popolare del mondo, inaugurata nel 1810 in occasione delle nozze del principe ereditario Ludovico, il futuro re Ludovico I, con la principessa Therese von Sachsen-Hildburghausen. Nella sua storia l’Oktoberfest è stata fermata a causa di eventi bellici e per edipemie, come nel 1854 e nel 1873 per il colera.

Corrispondenza biunivoca, corrispondenza d’amorosi sensi. Naso e bocca, tesa e pancia. Vi è mai capitato di leggere un libro e poi di vedere un film tratto da quella storia? Nella Versione di Barney a mio modesto parere si tratta di una delle volte più riuscite in cui ho provato le stesse emozioni e sensazioni. Immaginazione tra le righe, incollato allo schermo per una grande rappresentazione fedele al racconto. Lo stesso potremmo dire che c’è sempre una corrispondenza biunivoca nelle sensazioni tra i Barley Wine.

30 anni dalla caduta del muro di Berlino, una ricorrenza importante per chi ha la passione della storia. Anche in fatto di birra è caduto un muro, quello della Berliner Weisse. Un tempo questo tipo di birra di frumento tipica di Berlino, si poteva produrre solamente in città. Una storia gloriosa, le prime tracce risalgono addirittura al ‘600, con le origini che provenivano probabilmente dal nord della Germania. La sua maggior diffusione nel XIX secolo, quando in città esistevano oltre 700 birrerie e veniva spesso consumata insieme allo sciroppo di lampone o asperula. Le truppe napoleoniche la definirono come “Lo Champagne del Nord”, per il suo carattere vivace ed elegante. Uno stile oggi in Germania è rimasto sempre più raro, travalicando il muro si trovano alcuni birrifici fuori dai confini tedeschi che ora la producono regolarmente.

Il 20 Novembre sono stati ufficializzati durante la fiera di Ghent i risultati dell’Edizione 2018 del Brussels Beer ChallengeGrande successo per Brouwerij Boon che ha dominato la categoria Geuze-Lambic portando a casa tutte le medaglie con Geuze Mariage Parfait (Bronzo), Oude Geuze Black Label (Argento) e Oude Geuze VAT 108 (Oro). Medaglia d’Argento anche per Oude Kriek Boon nella sua categoria.

Germania e Stati Uniti rappresentano probabilmente i due estremi del mondo della birra, per storia, cultura, tradizione e tecniche produttive. Questo almeno fino al 1978, quando Charlie Papazian, fondatore e punto di riferimento del movimento Craft americano, inserì tra le regole produttive dei birrai americani un passaggio del Reinheitsgebot, l’Editto della Genuinità, del 1516: la birra deve essere prodotta solo con acqua, malto e luppolo.