Tag

Consorzio Vino Chianti

Browsing

L’edizione 2020 del Premio Gavi la Buona Italia dedicata ai Consorzi di Tutela e al loro legame con l’Enoturismo, ha visto il suo atto conclusivo con la cerimonia di premiazione. Ad avere la meglio su tutti il Consorzio Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, premiati con le menzioni speciali Consorzio Volontario di Tutela Vini Alto Adige, il Consorzio Vino Chianti Classico e il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, scelti dai 22 componenti della giuria.

A volte succede che la vita ti sorprenda, e sconvolga tutte le tue convinzioni. Ci sono delle classificazioni fatte a freddo, frettolosamente. E superficialmente, diciamolo. Un atteggiamento pregiudizievole smentito dall’assaggio di un vino o dall’incontro di una persona che, senza sapere chi tu sia, ti catapulta con il suono della voce, grintosa, o con l’ascolto di Clouds, The mind on the (Re)Wind di Ezio Bosso, nel suo mondo: la Toscana. E d’incanto c’è una sensazione di vastità, inarrivabile, irraggiungibile. Un qualcosa di più grande di te che inevitabilmente ti chiama, e diventa un obbligo scoprirla. Una regione di vino e di cultura, di artisti. Molto si deve all’aristocrazia, importanti e nobili famiglie, che negli anni ha iniziato a condividere  le terre con numerosi investitori stranieri, imprenditori, che hanno dato vita al “brand Toscana”, fatto di turismo e vino quindi Chianti e Brunello, economicamente parlando, di valore incalcolabile. E quello dei Frescobaldi, per gli addetti al settore, ma anche per gli amanti dell’arte o chiunque conosca un po’ la storia, non è certamente un nome nuovo, ma per chi scrive lo è in un certo senso perché vista, vissuta, all’interno.

A Vinitaly 2018 siamo stati a fare un salto nel Chianti, all’interno del padiglione Toscana. Tra le cantine presenti siamo stati a conoscere meglio Casalbosco, azienda situata a Pistoia in una delle nuove frontiere della denominazione Chianti. Eleonora Ciardi ci presenta tutta la gamma dei vini e la filosofia di Casalbosco: riscoprire i processi antichi e rivederli in chiave moderna, valorizzando il territorio.

Comunicare e far conoscere il prodotto attraverso una comunicazione innovativa pur mantenendo gli insegnamenti e i trucchi dell’antico mestiere. Questa è la nuova campagna di comunicazione 2018 dell’azienda Le Torri, ideata da Beatrice Mozzi con la collaborazione del grafico Alberto Sardelli.

Nel libro “Felicità familiare” lo scrittore russo Tolstoj sostiene che “la felicità è reale solo quando è condivisa”, una grande verità contenuta in poche righe di testo. Potremmo sostenere che questa frase è perfettamente corretta in qualsiasi direzione la si legga, ovvero che la condivisone è a sua volta una delle forme più pure di felicità.

Il Gruppo Italiano Vini è leader in Italia per la produzione di vino. Le dimensioni contano nel settore vinicolo? La risposta a Roberta Corrà, Direttore Generale del GIV, che ci parla dei progetti di sviluppo del principale operatore del mondo enologico di casa nostra. Una vision lucida e puntuale, che passa anche da progetti importanti di alcune cantine del GIV come Santi, nel cuore della Valpolicella.

Secondo l’ultima ricerca IRI per Vinitaly, il vino più venduto in assoluto nei supermercati italiani rimane il Lambrusco con 12 milioni e 771 mila litri venduti, sempre tallonato dal Chianti, che vince però la classifica a valore. Al terzo posto sale lo Chardonnay, un bianco di vitigno internazionale, che cresce del 9% a volume. Seguono il Montepulciano d’Abruzzo (+2,4%) e la Bonarda (che però accusa una caduta dei volumi del (5,4%), tallonato ora dal Barbera.

Trecento anni e non sentirli. Il Consorzio Vino Chianti Classico ha presentato le iniziative per festeggiare al meglio questo importante traguardo storico. La storia del primo territorio di vino italiano che si intreccia con la storia d’Italia. 24 settembre 1716, il Granduca Cosimo III de’ Medici decise di delimitare con un bando, per la prima volta nella storia, alcuni territori particolarmente vocati per la produzione di vini di alta qualità. “Sopra la Dichiarazione de’ Confini delle quattro regioni Chianti, Pomino, Carmignano e Vald’Arno di Sopra”, in cui l’area più estesa era rappresentata proprio da quel territorio compreso tra le città di Firenze e Siena in cui nasceva l’omonimo vino Chianti, oggi Chianti Classico.

Dal 1994 al 2014, venti anni di attività dedicati alla valorizzazione e alla tutela delle denominazioni di origine Chianti Colli Fiorentini e Vin Santo del Chianti Colli Fiorentini, contraddistinte dal marchio del leone araldico che sorregge un calice di vino, “rivisitazione” del celebre Marzocco donatelliano. Per celebrare la ricorrenza, il Consorzio Chianti Colli Fiorentini ha coniato un bollino ad hoc con impresso un leone rampante incorniciato da una filigrana dorata recante la dicitura “Anniversary 1994 – 2014”, che per un intero anno sarà apposto sulle etichette della denominazione commercializzate.

“Un lavoro continuo e un impegno coerente con la nostra filosofa aziendale, la convinzione nel valore della nostra terra e delle nostre scelte, la fiducia che avevamo posto nei nostri consumatori che ci hanno premiato, continuando a sceglierci”. Questa la formula, la modalità con la quale Sergio Zingarelli ha portato Rocca delle Macìe, nel primo trimestre del 2014 rispetto al 2013, ad un incremento delle vendite sia all’estero che, soprattutto, in Italia, in un periodo come questo di forte contrazione nei consumi interni.