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La notizia è già uscita su diversi media locali, anche se l’azienda non ha ancora confermato ufficialmente, ma oggi dovrebbe essere annunciato il closing. È questo l’ennesimo colpo della multinazionale francese ai danni del comparto lattiero caseario italiano. Già proprietaria di Invernizzi e Locatelli, Lactalis nel 2006 aveva acquisito il gruppo Galbani, produttore dei formaggi Bel Paese, Certosa, Santa Lucia e Galbanino.

Parmalat S.p.A. ha raggiunto un accordo finalizzato alla definizione in via transattiva dell’azione revocatoria promossa nel 2005 nei confronti di Tetra Pak International S.A. da Parmalat Finance Corporation B.V. in Amministrazione Straordinaria e da Parmalat S.p.A. in Amministrazione Straordinaria, con il successivo intervento di Parmalat.

Parmalat S.p.A. comunica che la propria controllata Parmalat Australia Pty Ltd ha sottoscritto un accordo con Fonterra Brands (Australia) Pty Ltd (“Fonterra”) per l’acquisto delle sue attività relative a yogurt e dairy dessert in Australia, inclusi due stabilimenti produttivi (Tamar Valley, Tasmania e Echuca, Victoria) che impiegano circa 250 persone.

Fatturato netto a 1.358 milioni di euro in crescita del 13,8% rispetto allo stesso trimestre del 2014: Margine Operativo Lordo all’81,7% in aumento rispetto al 76,4% del primo trimestre 2014; Utile netto di Gruppo in diminuzione, a causa principalmente dei minori proventi finanziari netti e di maggiori imposte; Guidance 2015: confermate le stime di crescita già previste per fatturato netto ed EBITDA – questi le principali indicazioni emerse a consuntivo del primo trimestre 2015 del gruppo Parmalat.

A fine 2014 la Parmalat, gruppo Lactalis, ha acquistato dal Consorzio Cooperativo Latterie Friulane (Latterie Friulane) un ramo d’azienda avente ad oggetto l’attività di produzione, commercializzazione e distribuzione di prodotti lattiero caseari (latte pastorizzato e UHT, yogurt, Montasio, mozzarella, ricotta) ivi compresi i marchi (Latterie Friulane, Latte Carnia, SILP, San Giusto, Castello, Cometa), lo stabilimento e la sede di Campoformido (Ud), gli immobili di Ponte Crepaldo (Ve), San Martino (Pn) e Monfalcone (Go) ed i contratti in essere. Il personale dipendente (156 lavoratori) sarà trasferito contestualmente.

Sarebbero quattro le società interessate potenzialmente a rilevare Mukki, la Centrale del latte toscana a capitale interamente pubblico (Comune e Camera di commercio di Firenze che la controllano in sindacato rispettivamente col 42,858% e l’8,069%, la regionale FidiToscana col 23,892%, Comune di Pistoia col 18,416%, e Comune di Livorno, Area Livornese e Provincia di Livorno con il 6,759%). Il Comune di Firenze parla di un futuro “alleggerimento” della propria quota, mentre Livorno attende di capire cosa dirà la legge di stabilità sulle partecipate. Ma intanto ad aprire le danze ha pensato il terzo azionista di peso, il Comune di Pistoia, che con avviso pubblico emesso lo scorso 23 ottobre ha messo in vendita la sua quota.

Secondo l’”Istituto Nazionale della Nutrizione”, il latte è, insieme ai suoi derivati (yogurt, latticini e formaggi) un alimento fondamentale per una dieta equilibrata. I nutrizionisti, infatti, lo classificano al secondo posto fra i cinque gruppi di alimenti che sono alla base di una corretta alimentazione. Latte, latticini e yogurt hanno la principale funzione di fornire al nostro organismo calcio prontamente assimilabile e proteine di alto valore biologico. Bastano 250 ml di latte al giorno per assicurare al nostro corpo quasi il 40% del suo fabbisogno quotidiano di calcio e, quindi, per mantenere ossa e denti in buona salute. Importantissimo in tutte le fasi della vita, il latte svolge una funzione preziosa ed insostituibile soprattutto in due particolari momenti del nostro ciclo biologico: nell’infanzia ed in età matura.

Il fatturato netto di gruppo dell’esercizio 2013 è pari a 5.350,3 milioni di euro, mentre il margine operativo lordo si attesta a 437,2 milioni di euro beneficiando anche dell’apporto della LAG per tutto il 2013 ed includendo la società brasiliana Balkis acquisita nel terzo trimestre del 2013, e ciò nonostante un effetto cambio particolarmente sfavorevole rispetto all’anno precedente La variazione a tassi di cambio e perimetro costanti, rispetto allo scorso esercizio, risulta in aumento del 3,7% per quanto riguarda il fatturato netto.

Il gruppo Parmalat ha chiuso l’esercizio 2012 con un fatturato netto pari a 5.227,1 milioni di euro, in aumento di 735,9 milioni (+16,4%) rispetto ai .491,2 milioni del 2011; tale risultato rappresenta il livello più alto di fatturato nella storia del Gruppo Parmalat. La variazione a perimetro costante, ossia escludendo l’effetto derivante dal consolidamento diLactalis American Group Inc (e controllate), Lactalis do Brazil e Lactalis Alimentos Mexico nel secondo semestre 2012, risulta pari a 348,8 milioni di euro (+7,8%).

Il latte biologico nutriente e gustoso, che nasce nel rispetto della natura per il benessere di tutta la famiglia Dall’esperienza Parmalat, azienda leader nel mercato del latte a lunga conservazione e da sempre attenta ai bisogni del consumatore, nasce Natura Premium, il nuovo latte da agricoltura biologica UHT. Il latte vaccino rappresenta un alimento centrale nella vita dell’uomo e, tra tutti i cibi, occupa un posto davvero privilegiato per la presenza di numerosi e indispensabili elementi nutritivi. Con il suo nuovo latte da agricoltura biologica, Parmalat offre un prodotto gustoso e genuino nella sua naturalità rivolto a tutti quei consumatori che sono sempre più propensi a scegliere prodotti il più possibile genuini e naturalmente nutrienti per il benessere proprio e della propria famiglia. Parmalat seleziona accuratamente il buon latte da agricoltura biologica che opera nel rispetto dell’autenticità delle materie prime con attenzione alla scelta dei foraggi, al benessere degli animali e dell’ambiente. Con il lancio di Natura Premium Parmalat – marca moderna e dinamica, sempre più orientata ai bisogni del consumatore – continua a fare innovazione. Parmalat, specialista del mondo del latte, grazie a Natura Premium propone un prodotto appositamente studiato per rispondere alle specifiche esigenze del consumatore attento ai processi di produzione ed alla qualità certificata. Natura Premium, il nuovo latte BIO di Parmalat, è certificato da Certysis, organismo di controllo specializzato che segue la normativa europea di certificazione dei prodotti biologici. Gli organismi di controllo garantiscono che i metodi produttivi e di allevamento, utilizzati nelle aziende agricole, impieghino sostanze naturali, escludendo l’utilizzo di prodotti chimici di sintesi.

Nei primi nove mesi del 2011 Il fatturato netto del gruppo parmense, oggi facente parte del gruppo Lactalis, è stato pari a 3.259 m.ni euro, in incremento del 4,6% rispetto ai primi nove mesi del 2010. Il margine operativo lordo risulta pari a 243,6 in diminuzione dell’8,1% rispetto all’anno precedente. L’utile del Gruppo è pari a 152,2 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 198,5 milioni dei primi nove mesi del 2010. Tale decremento è sostanzialmente riconducibile ai minori proventi da transazione. Le disponibilità finanziarie nette sono pari a 1.403,9 milioni, in diminuzione di 31,3 milioni, rispetto ai 1.435,2 milioni del 31 dicembre 2010.

Si è chiusa con successo l’Opa promossa dal gruppo Lactalis su Parmalat. Al termine dell’operazione, Lactalis controlla l’83,30% del capitale di Parmalat, al di sopra quindi del 55% minimo indicato come condizione di efficacia. Il gruppo francese prende, quindi, ufficialmente il controllo della società e potrà contare su una maggioranza di oltre il 75% che gli consentirà di modificare lo statuto e approvare operazioni straordinarie. La società parmense rimarrà quotata in Borsa.

ll gruppo francese Lactalis ha raggiunto un accordo per comprare dai fondi Zenit Asset management AB (svedese), Skagen AS (norvegese) e Mackenzie Financial Corporation (canadese) le loro quote in Parmalat al prezzo di 2,80 euro per azione L’acquisto riguarda 265.744.950 azioni, pari al 15,3% del capitale del gruppo di Collecchio, per un valore di ca. 744 milioni di euro. Con questa operazione Lactalis sale al 29% di Parmalat ad un passo dalla soglia del 30% che prevederebbe l’OPA obbligatoria. Le azioni Parmalat sono state sospese prima dell’avvio della seduta, poi subito riammesse alle negoziazioni.