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Conoscenza, viaggio, azione. Il percorso di Chiara Giannotti nel mondo del vino invoglia a mettere una marcia in più. Un excursus capillare e profondo che la inserisce certamente tra quelle donne che oltre ad aver contribuito a divulgare il vino nel belpaese, ne ha vissuto l’evoluzione a 360° gradi, esempio perfetto per la rubrica Beverfood in rosa. Dal lavoro in cantina, alla promozione e al racconto, Chiara Giannotti è riuscita a vivere il vino molto intensamente e in più ambiti, imparando a conoscerne i tempi,  la bellezza e le diverse attività che lo animano.

Nata a Roma, si diploma con il Baccalauréat al liceo francese Chateaubriand nella capitale, dopo la laurea in lettere a indirizzo lingue e letterature straniere e un Erasmus alla UCL di Londra, ha passato 15 anni a lavorare presso le Cantine vinicole in Toscana nelle Marche di proprietà della sua famiglia da tre generazioni. Nel mentre sono arrivati il diploma ufficiale di sommelier e il prestigioso riconoscimento di Dame Chevalier de Champagne.

Chiara Giannotti
Chiara Giannotti

La svolta arriva nel 2015 con la nascita di Vino.tv, una vera e propria Web Tv dedicata al mondo del vino che negli ultimi anni si è sviluppata con successo sopratutto nei social network. Una dirompente energia e solarità, ma anche la sua flautata voce con nuovi percorsi di collaborazione come autrice e degustatrice per importanti testate e guide del settore vinicolo, tra le quali Doctorwine, è tra le wine expert dalla casa d’Aste Ansuini, uno delle rare figure al femminile.

Nel 2018 inizia anche una collaborazione televisiva curando una rubrica sul vino prima per Gold Tv e poi per La7, e diventa poi la voce del vino come speaker per Radio Food, la prima web radio incentrata tutta sull’enogastronomia. Nello stesso anno la casa editrice Rizzoli la sceglie per scrivere un importante libro sui vini da collezione e da investimento, una raccolta di lusso intitolata La Cantina Perfetta”, uscita nel 2019 nel mercato italiano e nel mercato Usa con la versione “The Perfect Wine Cellar”.

Chiara Giannotti con il suo libro: "La Cantina Perfetta"
Chiara Giannotti con il suo libro: “La Cantina Perfetta”

– Quando ti sei avvicinata al mondo del vino?

Un po’ come Obelix, mi hanno “immersa” in questo magico mondo da quando sono nata, perché i miei avevano 2 cantine di famiglia, la Fazi Battaglia nelle Marche e la Fassati in Toscana, quindi il vino è sempre stato parte fondamentale della nostra cultura e argomento assiduo di conversazione in casa nostra. In poche parole ci sono cresciuta e, in maniera del tutto naturale e non forzata, ho seguito le cantine di famiglia da vicino e con grande passione fino al giorno in cui sono state cedute a terzi nel 2015. Ma il vino era ormai una parte fondamentale della mia vita, che continuare ad occuparmene, sotto tanti diversi punti di vista è stato altrettanto naturale, se non inevitabile. Ricordo ancora la prima volta che l’ho assaggiato, è stato quando cucinarono a casa la fonduta di formaggio e mio padre disse che berci l’acqua faceva male allo stomaco. Da allora è rimasto uno dei miei piatti preferiti, non so se perché adoro il formaggio o per il ricordo di quel momento!

– Com’è cambiata la figura della donna nel vino?

Quando ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo del vino, eravamo veramente pochissime donne. Io avevo però l’esempio di mia madre, che era addirittura a capo dell’azienda, da sola dal 1996, e rappresentava veramente una delle rarissime donne in un settore prettamente maschile! Nei miei primi viaggi all’estero con importatori e distributori ero quasi sempre l’unica donna, poi piano piano le cose sono cambiate e le donne si sono fatte sempre più numerose, ritagliandosi spazi sempre più importanti e diventando fondamentali e complementari in questo settore nel quale oggi tra uomini e donne c’è molto più equilibrio. Sicuramente sono più presenti nei ruoli legati a marketing e comunicazione, ma ormai si trovano eccellenti donne in qualsiasi campo legato al vino, dalla vigna, all’enologia, dall’amministrazione al commerciale. Quando sono diventata “Chevalier de Champagne” nel 2007 ero nella cerimonia dell’investitura l’unica donna, oggi non credo di poter immaginare un evento senza la presenza di varie donne al mio fianco. Persino nelle case d’Asta, quando ho iniziato soli 5 anni fa ero praticamente l’unica, forse la prima banditrice donna, in Italia almeno, e anche in questo settore invece oggi se ne trovano varie. Basta vedere anche l’Associazione delle Donne del Vino come si è evoluta e quante iscritte può ormai vantare, tanto da essersi declinata a livello regionale.

– Il ruolo della donna nel futuro nel vino?

La donna continuerà a essere sempre più presente, in un settore dove c’è grande spazio per le figure al femminile. Ricordiamo sempre la sensibilità particolare legata alla mente e al palato femminile che ci rende comunque un punto di vista ormai indispensabile in questo settore come negli altri. Sicuramente siamo molto adatte a ruoli di comunicazione e pubbliche relazioni ma come già detto abbiamo dimostrato di essere capaci di abbracciare innumerevoli ruoli relativi al mondo del vino, e se ancora oggi esiste comunque un po’ di maschilismo, penso che presto non avvertirà quasi più. Penso che le figure femminili e quelle maschili stanno capendo sempre di più e sempre meglio come lavorare affiancanti in modo da tirare fuori il meglio di entrambi in modo intelligente e lungimirante.

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Rubrica Beverfood in rosa

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