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Cosa vogliono dire famiglia e passione. Per quanto un destino possa essere passato da un nome altisonante o da un strada già calpestata da generazioni, c’è sempre una scelta di vita che si nasconde dietro l’ultima curva: andare da soli, o seguire le orme di chi ci ha cresciuti. La storia di Dersut e di Lara Caballini di Sassoferrato, raccontata per Beverfood in rosa, parla di questo: e non ci sono obiezioni.

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Ferrea classe ’71, orgogliosamente residente da sempre a Conegliano, in provincia di Treviso. Dopo il diploma di maturità classica, Lara Caballini di Sassoferrato consegue la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bologna, iscrivendosi, poi, a gennaio del 2000, presso l’Ordine degli Avvocati del Foro di Treviso, avendo sostenuto a Venezia,l’esame di abilitazione forense. Da questo momento entra definitivamente nell’azienda di famiglia, la Dersut Caffè Spa a Conegliano, che si occupa dal 1949 della lavorazione, della torrefazione e del commercio del caffè, della quale è insieme al padre Giorgio, Amministratore Delegato: la sorella, Giulia, in azienda da fine 2015, è Marketing Manager e di recente ha curato la nuova immagine aziendale.

In azienda Lara è Responsabile commerciale e di produzione, con il non trascurabile dettaglio di aver seguito, fin dalla sua nascita, il Museo del Caffè, inaugurato nell’ottobre del 2010, con il quale Dersut ha voluto realizzare un ricco percorso storico-didattico, volto a raccontare la storia e la filiera del caffè, dalla pianta alla tazzina. Oltre le mura di famiglia e dell’azienda, Lara riveste diverse cariche in numerose associazioni del settore (GITC, CTTV), è probiviro di Assindustria Veneto Centro, membro del Consiglio della Camera di Commercio di Treviso-Belluno e della Commissione Pari Opportunità del Comune di Conegliano; un anno fa è stata eletta Presidente della Dama Castellana, associazione rappresentativa del territorio locale che organizza manifestazioni come la Dama Vivente, il concorso Enoconegliano e il Premio Civilitas.

Lara e Giulia Caballini di Sassoferrato

 

Come si è avvicinata al settore del food&beverage?

Il settore del food&beverage è stata una presenza costante nella mia vita, sin dalla mia infanzia e adolescenza; in un certo senso sono cresciuta respirando l’aria del caffè, visto che mio nonno, Vincenzo, rilevò nel 1949 la Dersut Caffè, piccola torrefazione di origine triestina, fondata appena due anni prima e, trasferendosi con tutta la famiglia a Conegliano,  la portò rapidamente a raggiungere i suoi primi successi nel mercato, tanto che nel 1960 gli venne conferito il titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana per la capacità industriale dimostrata. Nel 1971, molto giovane, entrò a far parte dell’azienda anche mio papà, che, grazie alla sua grande e forte passione per il caffè, ha avviato nel corso degli anni numerosissimi progetti per la valorizzazione del prodotto e della sua qualità, fino ad arrivare a promuovere la costituzione del “Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale”, di cui è Presidente, per proporre la candidatura dell’espresso come patrimonio immateriale dell’Unesco.

Nonostante, quindi, il mio ingresso in azienda fosse già stato scritto, ho preferito, dopo la laurea in Giurisprudenza, pur desiderando iniziare la mia attività aziendale, fare un po’ di “palestra fuori”. Mi sono così dedicata, a tempo pieno e con soddisfazione, nutrendo comunque una buona passione per il diritto, all’attività di praticantato presso un noto Studio Legale di Conegliano, per poi riavvicinarmi, dopo il conseguimento dell’abilitazione forense, al settore alimentare, entrando definitivamente nell’azienda di famiglia, ancora più profondamente convinta che era proprio quello che avrei voluto fare.

Com’è cambiata la figura della donna nel settore, magari da quando ha iniziato o da informazioni che le sono state raccontate?

Sono orgogliosa di poter affermare che la figura della donna nel settore del food&beverage si è notevolmente valorizzata e potenziata nel tempo e ciò sicuramente grazie all’impegno costante e persistente, prettamente femminile, sia delle donne già presenti e operative in tale ambito, sia di quelle, fortunatamente sempre più numerose, che si sono avvicinate nel corso degli anni al settore. Devo anche dire, comunque, che l’impegno femminile non è stato ignorato, né sottovalutato dal settore, ma, anzi, con il passare del tempo, è stato pian piano ricambiato e ricompensato con graduali riconoscimenti e gratificazioni….. work in progress!

Come pensa si evolverà ruolo della donna nel futuro dell’industria del food&beverage?

Sono assolutamente fiduciosa che il ruolo della donna nel futuro dell’industria del food&beverage potrà progredire anche verso mete di successo non ancora raggiunte e ciò, soprattutto, grazie ad alcune caratteristiche tipicamente femminili, come la capacità di ascolto, di motivare, di collaborare, di lavorare in team, di costruire relazioni, di mostrare empatia, di prestare costantemente attenzione ai particolari. Insomma credo che anche questo settore si tingerà sempre più di rosa….per raggiungere un perfetto equilibrio!

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Rubrica Beverfood in rosa

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