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Identità e storia, senza confini tra persone e prodotto, casa e bottega. Per capire il legame di Giulia Castagner con la grappa basterebbe raccontare Casta, un progetto che è diventato un superlativo e non il diminutivo della distilleria veneta Castagner.

Una case history di successo nel mondo degli spirits, un prodotto nato per rivoluzionare il mondo della grappa nei cocktail, creato in maniera perfetta in laboratorio con la maestria di uno dei distillatori più rinomati come Roberto Castagner, vestito da un packaging di stile per posizionarsi vicino alle bottiglie più importanti. Se ne parlava anche prima di grappa in mixology, ma è stato con Casta che una distilleria ha voluto puntare così forte, sdoganati alcuni dogmi anche all’interno della stessa famiglia. Una sfida prima di tutto vinta in casa, lavorando uniti alla creazione di qualcosa di unico, voluto fortemente da Giulia Castagner.

Laurea in marketing alla Bocconi di Milano, uno stage negli Usa a Boston in ambito spirits e due esperienze nel settore moda, prima di entrare ufficialmente nel 2012 nell’azienda di famiglia, nel momento in cui si stava riconfigurando la strategia commerciale e marketing della distilleria veneta. Una delle figure che stanno portando uno spirito nuovo nel mondo della grappa, con una capacità di fare squadra da vera fuoriclasse raccontata a Beverfood in rosa.

– Quando ti sei avvicinata al mondo della grappa?

Il mio avvicinamento a questo mondo è stato graduale e naturale, un percorso iniziato da giovanissima quando durante l’estate mi guadagnavo la paghetta con piccoli compiti di segreteria e ancor prima andando in distilleria con papa il sabato mattina. Come dico sempre nelle nostre realtà familiari, l’azienda diventa un membro della famiglia.

– Com’è cambiata la figura della donna nel mondo della grappa?

Io credo che a partire dall’importante contributo di aziende come Nonino nell’ affermare il ruolo della donna nel mondo della grappa, la discesa in campo delle donne abbia trasferito al prodotto l’intelligenza femminile. Sia da un punto di vista sensoriale, che da un punto di vista stilistico con packging molto ricercati ed eleganti cui si è arrivati senza dubbio anche grazie al contributo femminile.

– Come vedi il futuro della donna nella grappa?

Oggi il mondo della grappa è rappresentato da tante figure femminili, spesso mamme, sia delle nuove che precedenti generazioni e questo dimostra sicuramente la nostra passione per l’azienda di famiglia oltre che la volontà e caparbietà nello stare in un settore comunque ancora molto maschile, cercando di conciliare tutto. Penso alle mie amiche le sorelle Mazzetti o a Lisa Tosolini che come me sono mamme e donne in prima linea nella gestione dell’azienda. Credo che il futuro della grappa debba passare certamente dalla condivisione e dal fare squadra con progetti comuni, non solo con le altre donne distillatrici con cui peraltro abbiamo ottimi rapporti personali, ma più in generale con i nostri colleghi per diffondere a livello nazionale e soprattutto internazionale la cultura della moderna grappa di qualità.

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Scheda e news: ACQUAVITE S.p.A.- CASTAGNER



Rubrica Beverfood in rosa

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