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C’era una volta il mondo del bere forte, e oggi non c’è più. Eclissato da una cultura che demonizza l’alcol nelle sue forme più oltranziste, fino ad arrivare ai media che non gradiscono la parola “forte”, ha avuto la capacità di evolversi nel “bere generoso” andando ben oltre il compiacimento della moda semantica e delle paranoie che distinguono la nostra società. Questo mondo – che annovera le acquaviti, i liquori e alcune tipologie di vini – ha saputo innovarsi in un modo sorprendente negli ultimi lustri vincendo di fatto le resistenze opposte dal salutismo e dalla guerra indiscriminata agli alcolici, per quanto oggi registri una nuova recrudescenza.

Quante volte sentiamo ordinare un Whisky Malt al bancone? Sempre di più, passa anche da questi semplici gesti il momento positivo che sta vivendo la categoria. Nel 2021, il mercato del Whisky Malt è stato valutato a 4,3 miliardi di dollari, secondo quanto riportato dal rapporto di Allied Market Research, Malt Whiskey Market By Type (Scotch Whisky, American Whiskey, Irish Whiskey, Others). Nelle previsioni della crescita si stima che il mercato globale del Whisky di Malto crescerà a un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 4,7% dal 2022 al 2031, raggiungendo un valore di 6,7 miliardi di dollari.

Il whisky è tornato (ma se n’era veramente mai andato?), cresce l’interesse nei confronti del rum e il consumatore cerca sempre di più prodotti premium, originali e autentici. L’International Wines and Spirits Report (IWSR), osservatorio che raccoglie e analizza i dati di 160 paesi, fotografa così le tendenze per il 2022 nel mercato mondiale dei distillati. L’Italia non fa eccezione, confermando questa tendenza figlia del bere consapevole, informato e responsabile.

Il futuro viene consegnato sulla porta di casa. Se già succede regolarmente, e da qualche tempo, per il comparto food, sta ormai prendendo piede anche il delivery di bevande di qualsiasi genere. Nelle ultime ore è entrata in partita una delle aziende più calde del panorama economico mondiale: Uber ha infatti comunicato l’acquisizione di Drizly, il primo portale di rivendita beverage online degli USA, per 1.1 miliardi di dollari.

Il low alcol è uno dei trend in ascesa nel mercato degli spirits, la conferma arriva nell’estate 2019 con un’operazione che potrebbe essere solo l’inizio di una lunga serie. Diageo ha infatti annunciato lo scorso 7 agosto l’acquisizione della partecipazione azionaria di maggioranza in Seedlip, il primo marchio mondiale di distillati analcolici. Seedlip è stato lanciato da Ben Branson nel 2015, per risolvere il dilemma di “cosa bere quando non puoi bere“. Una rivoluzione figlia dell’eredità agricola della sua famiglia, che ha consentito a Seedlip di arrivare in pochi anni al successo mondiale. Ben Branson rimarrà attivamente coinvolto come azionista e direttore di Seedlip e lavorerà con il team Diageo per continuare a sostenere la crescita futura.

Pernod Ricard fa shopping nel mercato dei gin super premium e annuncia l’acquisizione del brand italiano Malfy. E’ stato firmato un accordo tra Pernod Ricard con la società statunitense Biggar & Leith per l’acquisizione del marchio gin super premium italiano Malfy. Non sono state rese note le cifre dell’acquisizione, il closing dell’operazione dovrebbe avvenire nei prossimi mesi.

Produzione in aumento ed export in crescita in Europa e nei Paesi extra-UE. Questo l’andamento delle bevande spiritose “Made in Italy” delineato da AssoDistil, l’Associazione italiana degli industriali distillatori. A trainare l’attività distillatoria nel 2012 e nell’avvio del 2013, è stata la Grappa, distillato nazionale per eccellenza, che ha visto lievitare i volumi di produzione del 18%. Buona la performance dell’acquavite da vino (+14%), mentre sono stabili i distillati di frutta.