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Anche il comparto della birra artigianale è colpito dall’emergenza energetica. Tra le immediate conseguenze di questa crisi, la carenza di anidride carbonica, sottoprodotto delle industrie energivore, che sono state costrette a ridurre o bloccare del tutto i propri processi. E’ di qualche giorno fa il caso di un noto birrificio italiano costretto a interrompere la produzione a causa della carenza di anidride carbonica.

Mushlabs, la principale startup biotecnologica tedesca, ha annunciato la collaborazione con Bitburger Brewery Group, uno dei più importanti gruppi di birrifici privati ​​in Germania. Mushlabs, con sede ad Amburgo, ha creato un processo unico e innovativo per coltivare il micelio dei funghi, producendo un ingrediente che secondo la start-up è “ideale” per lo sviluppo di prodotti a base vegetale. Bitburger Brewery Group mira a fornire sottoprodotti della produzione di birra come materie prime che Mushlabs intende valorizzare e utilizzare per coltivare il micelio di funghi commestibili in un processo di fermentazione altamente efficiente. Il micelio verrà usato per distribuire alimenti ricchi di sostanze nutritive e minimamente trasformati. Grazie a questa collaborazione, le due aziende mirano a fornire una possibile soluzione allo spreco di risorse e dare così un contributo all’economia circolare in Europa.

Secondo l’ultimo Barth Hops Report 2020-21 la produzione mondiale di birra nel 2020 è stimata in 1.819 milioni di hl (182 miliardi di litri) contro 1.913 milioni di nel 2019, registrando una diminuzione di ben 94 milioni di hl, pari al 5%, il più forte calo mai registrato negli ultimi anni. La pandemia di COVID-19 ha causato la più grave contrazione economica nella storia recente ed anche il settore birrario ne ha risentito con diversa intensità nelle varie aree geografiche.

Si è chiuso all’insegna della forte crescita il 2019 della birra in Italia. Come emerge dall’Annual Report 2019 di AssoBirra, infatti, nel nostro Paese il comparto birrario ha registrato un aumento della produzione rispetto al 2018 (+5%) per il terzo anno consecutivo, a cui è seguita una crescita dei consumi interni (+2,6%) e un boom dell’export (+13%). Risultati straordinari per il settore che si sono tradotti anche in un aumento dell’occupazione in Italia, con oltre 3.300 posti di lavoro in più rispetto all’anno precedente tra addetti diretti e indiretti per un totale di oltre 144.000 occupati lungo tutta la filiera. Un comparto dunque che genera posti di lavoro, in maniera più che proporzionale rispetto al sistema economico nazionale.

Un modello formativo nuovo che nasce come risultato di un percorso di crescita della vocazione birraria nel nostro Paese, con l’obiettivo di favorire e accompagnare le potenzialità di sviluppo del mercato della birra in Italia. Divulgare cultura e competenze in ambito birrario agli operatori del settore (Ho.Re.Ca. e Modern Trade) e creare opportunità di business per tutta la filiera di riferimento: questa la missione di Università della Birra, innovativo hub di formazione professionale promosso da HEINEKEN Italia.

Quella della birra è una storia millenaria, risalente addirittura alle popolazioni che abitavano la Mesopotamia 4000 anni prima della nascita di Cristo, dove l’orzo, dalla cui fermentazione si ricava la birra, è stato il primo cereale coltivato. La birra diventa presto famosa anche tra gli Egizi, dove viene accostata al Dio Osiride e anche tra i romani, dove fu particolarmente apprezzata da Agricola, che da governatore della Britannia rientra a Roma portando con sé tre Mastri Birrai da Glevum (l’odierna Gloucester) e fonda quello che è possibile considerare il primo pub al mondo. I monasteri diventano delle vere e proprie fucine birrarie e il più antico è quello di Montecassino che, tra il 629 e il 643, dà vita alla prima birra di Abbazia: una testimonianza in grado di svelare quanto la cultura della birra sia profondamente legata all’Italia.

Nel 2016 il settore birrario ha segnato il nuovo massimo storico della produzione, con 14,5 milioni di ettolitri, confermandosi un importante asset economico e sociale del sistema italia, all’avanguardia perqualità di prodotto e di processo e per sostenibilità ambientale. caratteristiche, queste, che pongono la considerazione della birra italiana ai vertici europei.

The Brewers of Europe ha pubblicato l’edizione 2015 dei suoi Statistic Beer Report, che prende in esame le cifre chiave dal 2014 e le tendenze dal 2009 in tutto i 28 Stati membri dell’UE. “Le cifre 2015 sono molto promettenti e ancora una volta evidenziano come la birra e la sua catena del valore sono sulla strada della ripresa dopo la crisi economica 2008/09”, ha detto Pierre-Olivier Bergeron, segretario generale di The Brewers of Europe.