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Vendite

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Le vendite del terzo trimestre di Campari Group (CPRI.MI) hanno avuto una crescita organica del 18,6%, grazie al forte slancio dei marchi nella stagione estiva e all’aumento dei prezzi, ha dichiarato la società.

L’utile operativo rettificato di Campari è aumentato del 10,6% nel trimestre, ma il margine sui ricavi è peggiorato a causa dell’aumento dei costi, in particolare della logistica, e di un mix di vendite geograficamente meno favorevole.

Le iniziative di sviluppo del business continuano con l’acquisizione di una partecipazione minoritaria nell’incubator di marchi spirit Catalyst Spirit

Rome Business School ha pubblicato lo studio “Il business vitivinicolo in Italia. Export, sfide future e nuove professionalità”. La ricerca, curata da Valerio Mancini, direttore del Centro di Ricerca, analizza la crescita del mercato enoico globale post-pandemia, il ruolo di primo piano che l’Italia riveste nel panorama mondiale del vino ed esamina il consumo di vino a livello nazionale.

Il fatturato totale dichiarato per il 2021 è aumentato del 3,3% a 87,1 miliardi di franchi (2020: 84,3 miliardi di franchi), mentre la crescita organica (calcolata a parità di perimetro aziendale) è stimata al + 7,5%, di cui 2,2% imputabile all’aumento prezzi. L’utile netto è cresciuto del 38,2% a 16,9 miliardi di franchi, grazie anche alla cessione di parti di azioni dell’Oreal, di cui tuttavia il gruppo mantiene una quota di controllo del 20,1%.

L’Istat ha diffuso le rilevazioni delle vendite al dettaglio di settembre confermando l’andamento positivo del comparto alimentare in Italia, nonostante la crisi pandemica.

VENDITE SETTORE ALIMENTARE

“L’alimentare” segna una apprezzabile accelerazione, con tendenziali settembre 2020/19 pari al +3,8% in valore e al +2,6% in volume. Ad agosto le variazioni percentuali erano state stagnanti, rispettivamente, con un +0,6% e un -0,4%. Le variazioni tendenziali di gennaio-settembre dell’alimentare salgono così al +3,1% in valore e al +1,4% in volume, a fronte del +2,9% e del +1,3% segnati rispettivamente su gennaio-agosto.

Le vendite globali online di prodotti di largo consumo stanno crescendo quattro volte più velocemente delle vendite offline. Il dato emerge dal nuovo report mondiale Nielsen “Future opportunities in FMCG e-commerce”. In particolare, in Europa, i prossimi anni vedranno una crescita decisiva del canale e-commerce, soprattutto a causa delle mutate dinamiche sociali (e.g. work-life blur) e del crescente bisogno di convenience.

Il consumo dei superalcolici, in Italia, tra il 2007 e il 2011 ha segnato un calo del 6,85% in volumi. E la prospettiva per il prossimo futuro si mantiene negativa, anche se con tassi di diminuzione inferiori: -4,7% tra il 2012 e il 2016. Un andamento che non trova riscontro in quello che succede a livello globale, dove si è registrato un fatturato in rapido aumento negli ultimi anni (+32,64% tra il 2007 e il 2011) e le previsioni fino al 2016 mostrano un ulteriore incremento del 9%. Gli italiani, quindi, bevono meno distillati, ma nei prossimi anni è previsto un incremento dei consumi di vodka e rum. E’ quanto emerge dallo studio realizzato dell’istituto di ricerca IWSR (International Wine and Spirit Research) sul mercato dei distillati e sulle prospettive dal 2012 al 2016.

bitburger Nel 2012 il mercato della birra in Germania ha perso complessivamente l’1,3 per cento rispetto al 2011. La produzione totale di birra del gruppo Bitburger è invece diminuita solo dello 0,6 per cento, portandosi a 7,49 milioni di ettolitri. La quota di mercato complessiva nel commercio al dettaglio alimentare e GAM è rimasta stabile. I ricavi sono ammontati a circa € 774 milioni. La società ha pagato € 57.2 milioni di imposte sulla birra. Con riferimento specifico al marchio Bitburger, il più importante del gruppo, le vendite nel 2012 si sono incrementate di 43.000 ettolitri (+1,1 per cento) portandosi a più di 4 milioni di ettolitri. Allo stesso tempo, la quota di mercato del marchio Bitburger è cresciuta nei settori alimentare al dettaglio (LEH) e GAM.

Il 2012 si chiude positivamente per la multinazionale danese, presente anche sul mercato italiano attraverso la filiale Carlsberg Italia. I ricavi netti di gruppo si sono portati a 67,2 miliardi di corone danesi (corrispondenti a 9 miliardi di euro) con una crescita organica del 3% rispetto al 2011. I volumi delle vendite di birra si sono portati a 120,4 milioni di hl contro i 118,7 milioni del 2011, consolidando in tal mondo la quarta posizione tra i grandi gruppi multinazionali della birra. Invariato il margine operativo (9,8 miliardi di DKK) mentre il profitto netto consolidato è cresciuto a DKK 6,2 miliardi, contro 5,7 dell’esercizio precedente. Per il 2013, il Gruppo prevede di realizzare un margine operativo di circa 10 miliardi di DKK

Ottimo 2012 per Astoria Vini, azienda vitivinicola di Refrontolo (TV), che raggiunge i 30 milioni di euro di fatturato, con un incremento del 4,5%.L’azienda conferma una crescita costante che l’ha portata dai 3,6 milioni di bottiglie nel 2008 fino a superare quest’anno i 5 milioni di bottiglie (+4,8%). Gli spumanti hanno come sempre il ruolo predominante, sono oltre 4,4 milioni le bottiglie, in crescita del 7,4%. Di questi sono oltre un milione quelle di Cold Wine, che confermano la bontà della scelta di creare una linea di spumanti a bassa gradazione.”Il 2012 è stato l’anno del Cold Wine Pink, il nostro spumante rosato a bassa gradazione – dichiara Paolo Polegato. – Lanciato all’ultimo Vinitaly con l’obiettivo di raggiungere le 100mila bottiglie nel primo anno, ha superato le 300 mila. Merito anche della sponsorizzazione del Giro d’Italia e di oltre 400 serate a tema che abbiamo organizzato nei locali per fidelizzare la clientela. Riscontri superiori alle aspettative anche per il Celebration, il Prosecco Doc Treviso Millesimato lanciato lo scorso anno per festeggiare il 25 anni dell’azienda.Nel 2013 rafforzeremo la linea 9.5 che diventerà una gamma completa con 2 nuovi prodotti, Red e Zerotondo, proseguendo quindi con l’avventura dello Spumante Alcohol Free che ha avuto ottimi riscontri perché offre ai bar una valida alternativa non alcolica”.

A settembre le vendite al dettaglio dei prodotti alimentari restano ferme al palo, segnando un calo tendenziale dello 0,6 per cento e un aumento misero dello 0,2 per cento rispetto ad agosto. E’ l’ennesimo segnale -se ancora ce ne fosse bisogno- dell’andamento negativo dei consumi degli italiani, sotterrati dal progressivo crollo di redditi e potere d’acquisto e dal parallelo aumento degli oneri fiscali. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati sul commercio al dettaglio diffusi oggi dall’Istat. La situazione è veramente critica e gli italiani sono costretti a “tagliare” di netto anche sulla tavola.