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In Francia il 14 luglio è festa nazionale, si celebra la presa della Bastiglia che nel 1789 diede il via alla rivoluzione francese. Arrivando ai giorni nostri tra appuntamenti imperdibili in Francia come il tappone di montagna del Tour de France da Briancon all’Alpe d’Huez, ci sono vari modi anche per festeggiare idealmente da qui con i nostri amati (odiati) cugini francesi. Uno delle mode in fatto di vini che abbiamo importato da noi è sicuramente la rivoluzione dei Rosé, che in Francia da anni sono sulla breccia mentre in Italia si stanno affermando solo nell’ultimi periodo. Anche qui senza entrare in discorsi di sciovinismo e patriottismo che lasciamo ad altri, vogliamo darvi alcuni consigli per delle etichette che non vi lasceranno con l’amaro in bocca.

Italia e Francia sempre più vicine, anche dal punto di vista economico dopo la firma del “Trattato del Quirinale” siglato venerdì 26 novembre. La firma è arrivata al termine di un complesso negoziato andato avanti per tutto il 2021 con l’obiettivo di rafforzare il rapporto fra Roma e Parigi attraverso un dialogo periodico tra le amministrazioni e un’agenda comune con grandi temi e priorità condivisi. “Da oggi siamo ancora più vicini. Condividiamo molto più dei confini: la nostra storia, la nostra arte, le nostre economie e società si intrecciano da tempo – ha detto Draghi nella conferenza stampa dopo la firma, che si è tenuta a Villa Madama – Le istituzioni che abbiamo l’onore di rappresentare si poggiano sugli stessi valori repubblicani, sul rispetto dei diritti umani e civili, sull’europeismo”.

Cambio al vertice, in una classifica di enorme valore e importanza per il futuro. Il CIVB (Conseil Interprofessionnel du Vin de Bordeaux), il bureau del vino bordolese che rappresenta circa diecimila produttori e quattrocento negociants, ha recentemente rilasciato il suo ultimo report, lasciando pochissimo spazio a interpretazioni o pareri: l’area di Bordeaux è oggi al primo posto per numero di certificazioni per vino sostenibile, in Francia.

Stretta sui bar in Francia, in particolare nella capitale Parigi, con bar chiusi per due settimane a partire da domani. Misure di precauzione in una situazione che vede al livello massimo l’allerta Covid-19, mentre i ristoranti resteranno aperti con protocolli di sicurezza rinforzati che prevedono limitazione di 6 clienti per tavolo e distanziamento obbligatorio di 1,5 metri.

Il leader degli sciroppi d’oltralpe, Teisseire sta esplorando un nuovo territorio con Fresh Tea: un nuovo concetto a metà strada tra il tè freddo e lo sciroppo. Questa bevanda da diluire, si basa su una ricetta contenente almeno il 60% di infuso di tè, e viene definita “golosa come uno sciroppo e dissetante come un tè freddo”, dice il gruppo di marchi Britvic. La gamma ha due ricette: tè nero alla pesca e tè…

Grazie a una start-up di Tolosa, è ora possibile consumare vini contenuti in bottiglie ecologiche e riciclabili in lino. Progettata e sviluppata dalla società Green Gen Technologies, questa bottiglia è fatta solo con questo materiale e resine di origine vegetale, il tutto a basso impatto ambientale e proveniente da agricoltura sostenibile. La start-up beneficia anche della vicinanza di questa materia prima: infatti il ​​70% della produzione mondiale di lino è coltivato in Francia.

Partire per il nuovo anno con energia, certo, ma a quanto pare anche quello vecchio non scherza! In Francia continua inarrestabile la crescita delle bevande energetiche. Secondo Nielsen, all’inizio di novembre 2018, la categoria ha registrato una crescita del + 7% in valore e del 9% in volume nei supermercati, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sono quindi classificati al secondo posto tra le categorie più dinamiche nel pentagono dopo i tè freddi, e  il loro fatturato raggiunge ora 209,7 milioni di euro.